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“Dalla balena blu al cyberbullismo”

bullismo_fronte_highdi Gabriele Ottaviani

Con molto equilibrio, il signor Halligan specifica che il suicidio di Ryan è dipeso da una somma di problemi diversi creatisi durante la scuola media: soffriva di de­pressione, era vittima di continue prese in giro perpetrate in particolare da un coetaneo, si tormentava per le proprie difficoltà a scuola e di coordinazione fisica. Biso­gna distinguere le diverse esperienze di cyberbullismo e capire che nei casi gravi, quelli dagli esiti drammatici come il suicidio, possono esserci alla base problema­tiche psicologiche di varia natura, estranee dunque al fenomeno. Ma è quando le prese in giro si sono amplifi­cate trascendendo nel cyberbullismo che il ragazzo non ha più potuto sostenere il peso di tutto questo. Ryan si era innamorato di una compagna di scuola carina e popolare, che fingendo un interesse sentimen­tale aveva chiacchierato con lui tramite una chat. Fino a quando un giorno, di fronte agli amici, gli ha dato del perdente, aggiungendo che non voleva avere nulla a che fare con lui e che il suo interessamento online era solo uno scherzo. La ragazza, evidentemente non un model­lo di sensibilità e del tutto differente dalla principessa delle favole che si era immaginato Ryan, attraverso un copia/incolla ha provveduto a inviare agli amici le frasi che si erano scambiati durante le chatline, rivelandone confidenze, dettagli personali e imbarazzanti e facendo­lo diventare lo zimbello di tutta la scuola. Non tutti gli adolescenti, soprattutto quelli già in crisi per conto loro, possono sopportare tutto questo.

Dalla balena blu al cyberbullismo – Affrontare i pericoli dei social con la psicologia positiva, Andrea Bilotto, Iacopo Casadei, Imprimatur. Crescere è difficile per definizione. Perché si cambia, e i cambiamenti sono ardui da affrontare. Anche quando sono attesi e sperati. Perché si diventa diversi. E si corre dunque il rischio di non piacere. Di non piacersi. Di non essere amati. Di non saper amare. Di non riconoscersi più. La cosa più importante, soprattutto a una certa età, è infatti proprio sentirsi parte di un gruppo, avere un’identità che dia sicurezza. Spesso e volentieri, invece, gli altri diventano un nemico. L’adolescenza è l’età dello scherno, della gratuita cattiveria, dei dolori che sembrano assoluti, e fanno male come non mai. Perché non si è preparati a far loro fronte. Bilotto e Casadei scrivono un’opera interessante, intelligente, importante. Per tutte le età.

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