dialettologia

“Cozzu”

img_dor_na_nuca_o_que_pode_ser_24205_origdi Giuseppe Mario Tripodi

Cozzu: mentre le parole italiane cozzo-cozzare rimandano per Giacomo Devoto al latino cochlea, guscio, parte dura della lumaca, e quindi alle corna delle bestie che spesso cozzano tra di loro, u cozzu calabrese indica, invece della parte frontale dove le corna sono fissate, la nuca e più che al duello, il paragone è sempre con le bestie, rimanda al lavoro dei buoi aggiogati che, dalle nostre parti, reggevano il gioco proprio con la ‘spalla’ e con essa facevano forza per tirare l’aratro o il carro.

Cozzu era dunque la nuca e cozzittu la parte di essa interessata al taglio a ‘sfumatura’ dei capelli; cozzittu era anche, per metonimia, lo schiaffetto benevolo degli amici alla nuca appena pulita dall’opera del tonsore.

Ncozzari invece è verbo che rimanda all’intestardirsi nel fare una cosa senza valutare le conseguenze, come fa il bove che tira l’aratro senza chiedersi la ragione dello spingere: nci dissi mi spetta chi apoi vidivamu ma iddhu ncozzau e rrivammu a stu puntu, gli ho detto di aspettare che poi avremmo visto il da farsi ma lui si intestardito e siamo arrivati a questo punto.

Scozzari significa invece rimondare, togliere al carattere di una persona i suoi tratti più irruenti e meno riflessivi, incivilire: quando rrivau nti nui era cu li calandreddhi a li pedi ma poi, a pocu a pocu, lu scozzammu, è arrivato qui aveva i calzari del pecoraio ma poi, a poco a poco, l’abbiamo incivilito.

Colui che ncozza è il cozzali, testardo, uomo poco raffinato, villano; nella vicina Puglia il cozzali era un il proprietario di un piccolo appezzamento di terreno che, per integrare il misero reddito, diventava bracciante a giornata vendendosi sulla piazza del paese: “In ogni paese della Puglia , grande o piccolo, vi è una piazza che serve alla compravendita dei cozzali. … Che cosa sono i cozzali? Non sono cose, sono uomini. Sono contadini poveri, braccianti agricoli … arrivano con la zappa e cercano la giornata … . (U. Vittorini, La vendita dei ‘cozzali’, in ‘Il Politecnico’ n. 3 del 13 ottobre 1945).

Lu cozzu di la sciuni, lu cozzu di lu cuteddu,  sono le parti della scure e del coltello opposte alla lama; in Calabria meridionale cozzu di cuteddhu è inoltre una misura impropria e indeterminata per piccole dimensioni, assimilabile appunto allo spessore più grosso del coltello misura un millimetro o poco più: mi tirau una petrata che no mi pigghiàu pe nu cozzu di cuteddhu,  mi ha tirato un sasso e non mi ha colto per un millimetro.

Passari di cuozzu significa attraversare uno spazio angusto mettendosi di piatto, a Roma e nel Lazio ‘passare pe cortello’. Donde si cridivanu ca la chiumara passava di cuozzu, detto salace indirizzato a coloro che avevano costruito nei pressi della fiumara pensando che quando ci sarebbe stata la piena l’acqua si sarebbe messa di piatto per non abbattere le case.

Scozzittuni, ma ignoro il percorso semantico della la parola, era la masturbazione maschile detta altrimenti ‘pugnetta’.

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