Libri

“La vita immortale di Henrietta Lacks”

downloaddi Gabriele Ottaviani

Era vero quello che dicevano su nostra madre?

La vita immortale di Henrietta Lacks, Rebecca Skloot, Adelphi. Traduzione di Luigi Civalleri. Sono resistenti. Sopravvivono laddove le altre si arrendono. Continuno a crescere fuori dal corpo. Sono fondamentali per la ricerca, sul cancro e non solo. Si dividono più delle altre. C’è chi sostiene persino che siano a sé stanti. Una nuova specie, addirittura. Sono immortalizzate, così si dice. Sono state vendute. Sono state comprate. Dai laboratori di tutto il globo terracqueo. E ancora oggi è così. Sono cellule. Tumorali. Si chiamano HeLa. Da Henrietta Lacks (o meglio, dal cancro alla cervice dell’utero che l’ha ammazzata nel millenovecentocinquantuno). Una donna che faceva lo stesso lavoro dei suoi antenati schiavi: passava la vita a spaccarsi la schiena nelle piantagioni di tabacco della Virginia. Quando passa viceversa a miglior vita i medici, che hanno giurato su Ippocrate ma talvolta trovano ciò una mera formalità, aiutati anche dalle vacanze normative delle leggi dell’epoca, prelevano un campione dei suoi tessuti e danno vita a un business planetario, un’industria mondiale che, i parenti sapranno solo molto dopo, si deve all’immortalità – si consenta il termine – della loro congiunta, per l’appunto la sfortunata Henrietta. Rebecca Skloot ha deciso di raccontare questa storia, potentissima sin nelle immagini a corredo, e superando diffidenze e ostilità è riuscita a entrare in contatto con i Lacks e con Deborah, figlia di Henrietta e ora amica della scrittrice, che nel film della HBO passato anche per Sky Cinema Uno HD è interpretata nientedimeno che da Oprah Winfrey. Da qui è nato un libro che fa attraversare al lettore il mondo, sbigottendolo e istruendolo, portandolo da un reparto per soli neri del Johns Hopkins Hospital nell’America ancora convintamente e sventuratamente segregazionista (negli stati della Bible belt, poi, non ne parliamo proprio…) ai laboratori in cui sono custodite in congelatore le preziosissime HeLa, dalle baracche di Clover, villaggio di schiavi e guaritori, all’odierna e modernissima Baltimora. Importante. Per il suo pregio letterario e per il suo valore etico, civile, sociale, morale, politico, culturale.

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