Intervista, Libri

Tommaso Agnese e il cybernauta…

Cop_Diario erotico di un cybernauta2di Gabriele Ottaviani

Tommaso Agnese è l’autore di Diario erotico di un cybernauta: Convenzionali ha il piacere di intervistarlo.

Da dove nasce l’idea per questo romanzo?

L’idea nasce dalla conoscenza di una persona, quella a cui è ispirato il romanzo, che mi ha aperto le porte a questo incredibile mondo degli incontri virtuali. Ho fatto ricerche, mi sono gettato per curiosità nei social per cercare di capirne il funzionamento, ho raccolto informazioni e ho conosciuto persone straordinarie che mi hanno dato l’ispirazione a scrivere e parlare di questo fenomeno di massa attraverso gli occhi del mio personaggio, Riccardo.

Che cosa rappresenta il sesso nella nostra società?

Il sesso ormai è mercificato, è un brand, è molto più promiscuo, molto più invasivo. I social hanno abbattuto barriere e condizionamenti, e dunque è diventato più diretto, più rapido, ma anche più anonimo. La sessualità sta subendo un grande mutamento secondo me. Il mondo virtuale ci permette di realizzare i desideri più nascosti e di provarli nella realtà e questo a volte può creare dipendenza. Non si tratta solo di trasgressione. Ma alla fine il sesso è comunque una cosa bella, all’interno della moralità, del rispetto dell’altro non si fa male a nessuno, anzi, direi il contrario.

Che relazione hanno uomini e donne con la tecnologia? E come influisce questa nei rapporti umani?

La tecnologia fa ormai parte dei rapporti umani, delle relazioni, tutto si muove soprattutto per le nuove generazioni sui social e attraverso WhatsApp. La tecnologia e il suo utilizzo fanno parte della vita di ogni essere umano ormai, uomini e donne.

Quanto conta l’immagine?

Purtroppo l’immagine conta sempre di più, i contenuti sempre di meno. L’estetica, il look, la moda, stanno prendendo il sopravvento nella nostra società, non esistono più gli ideali, i miti, le grandi ideologie.

Quanto grande è la paura di mettersi in gioco?

La paura di mettersi in gioco dipende da che gioco si vuole giocare. Di sicuro con la tecnologia, con internet, con i social tutto ci sembra più facile da raggiungere e tutto ci sembra meno pauroso. Vivere la realtà è diventata la cosa più difficile.

Che cosa ci si aspetta dal rapporto con gli altri, dall’amore, dal sesso?

Ci vorrebbe più aggregazione, e meno individualismo.  Sembra un paradosso ma internet e i social e dunque la tecnologia ci fanno pensare di far parte di qualcosa, ma in realtà ci rendono più soli, perché la nostra interazione è a distanza. Così anche nel sesso e nell’amore. È diventato più importante dire di amare una persona con un post su Facebook che dirlo a voce di persona al diretto interessato.

La nostra società è consumista anche nei sentimenti?

I sentimenti volano via rapidi, abbiamo migliaia di input e ci stufiamo velocemente, neanche il tempo di conoscere una persona che se ne presenta un’altra, che si scopre qualcosa di nuovo, i sentimenti veri, quelli più forti hanno bisogno di ancora più energia per rimanere stabili nel tempo.

Qual è il ruolo della noia nella contemporaneità?

La contemporaneità molto spesso è fatta di noia e di spazi vuoti, ma questa noia è molto negativa, soprattutto in relazione alla cultura. Una volta si leggevano i libri prima di andare a dormire, oggi si guardano le videostorie su Instagram e questo la dice lunga. Ovviamente parlo soprattutto delle nuove generazioni.

Perché scrive?

Scrivo sia per una mia esigenza personale che per gettarmi in una storia, perché questo mi fa viaggiare con la fantasia, staccare la spina con il mondo che mi circonda e sognare. I sogni, si sa, allungano la vita. E poi mi piace cercare di creare emozioni.

Quali emozioni vuole trasmettere ai suoi lettori?

Attraverso il mio romanzo mi piacerebbe trasmettere tante emozioni, mi piacerebbe che i lettori s’identificassero e non vedessero il cybernauta come qualcosa di lontano e diverso, perché ormai ognuno di noi è un cybernauta. E poi mi piacerebbe rendere consapevole il lettore del periodo che stiamo vivendo, dell’influenza dei social sull’approccio alla sessualità.

Lei è un artista in vari ambiti, ha immaginato questo libro come una pièce o un film?

L’ho immaginato come un film, mi piacerebbe molto realizzarlo, ma un film richiede molto tempo, quindi staremo a vedere.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

Attualmente sto scrivendo un progetto di serie tv, parallelamente lavoro come creative producer per una società di fiction. Vorrei però scrivere uno spettacolo teatrale e un nuovo romanzo.

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