Libri

“Prima di me”

41Y0B5wB6SL.jpgdi Gabriele Ottaviani

Quando pensava a Graham, ora, aveva due immagini di lui. Nella prima era impennato su di lei mentre facevano l’amore la notte del loro ottavo anniversario di matrimonio. In quelle occasioni gli permetteva di tenere la luce accesa. Accucciato sopra di lei, spingeva svogliato con movimenti che parevano comunque soddisfarlo, quando a un tratto lo sorprese a guardarle i seni. Di per sé, la cosa era del tutto normale: in parte era quella la ragione per cui acconsentiva che la luce rimanesse accesa. Il punto era il modo in cui li guardava. Non era vero e proprio disgusto ciò che coglieva nella sua espressione, né mancanza di coinvolgimento. Era qualcosa di persino più offensivo: la scintilla dell’interesse c’era ma, benché abbastanza benevola, risultava umiliante per quanto era flebile. Altre volte aveva visto quello sguardo. Era l’espressione di chi, al reparto surgelati del supermercato, non ha bisogno di comprare niente di preciso ma getta comunque una rapida occhiata di rito.

Prima di me, Julian Barnes, Einaudi. Traduzione di Daniela Fargione. Ha trentotto anni. È sposato da tre lustri. È nel mezzo del cammin della sua vita. Ha un mutuo sul groppone. È un docente universitario di storia a Londra. Probabilmente al posto del sangue nelle vene ha del tweed infeltrito. La discesa per lui, Graham, è già iniziata. Poi un giorno incontra Ann. E tutto cambia. È giovane. È effervescente. Diventa la sua amante. Per lei Graham molla la moglie. Si risposa con Ann. Poi un giorno vede un film in cui la fanciulla ha recitato. Una pellicola tremenda con un ruolo tremendo. La pupetta del gangster. E lui dà di matto. Da principe degli anzitempo bolsi diventa Otello, il moro di Venezia… Nulla è più inutile al mondo della gelosia (non ha mai fatto rimanere nessuno vestito, anzi, semmai ha fatto venir voglia di guardarsi intorno, per respirare e prendersi una pausa dalle rotture di scatole immotivate) specie se retroattiva, ma il dubbio, si sa, è un tarlo che rode incessantemente… Una commedia nera banalmente superlativa, che si legge in un battito di ciglia. Da non perdere.

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