Libri

“L’arte di dimenticare”

6758_Lartedidimenticare_1273287261.jpgdi Gabriele Ottaviani

A quel punto Mira sorride. Un mesto sorriso d’imbarazzo. Come ha fatto a fantasticare così tanto per così poco? Crescerà. Diventerà la donna che Soman pensa che sia, la donna che Vinnie vuole che sia.

L’arte di dimenticare, Anita Nair, Guanda. Traduzione di Francesca Diano. Spesso si pensa che sia collegata al perdono, ma non è proprio così. Perché chi perdona non dimentica. Ricorda, mantiene nel cuore vivo quel fertile dolore. L’arte di dimenticare è un’altra cosa. Mira vuole e deve dimenticare, ma al tempo stesso le restano scolpite nell’animo e nel corpo tracce di un’altra sé, che non smettono di accompagnarla. Passa repentinamente da una casa piena di ricordi in cui l’unica sua occupazione è scrivere galatei per donne che vogliono diventare perfette regine del focolare come lei alla condizione di abbandono in cui tutto e tutti fanno perno sulle sue spalle. Anche Jak, dal canto suo, però, deve ricominciare a vivere, e il loro imprevedibile incontro segnerà una svolta decisiva… Cosa significa essere coniugi? Genitori? Figli? La domanda è molto meno banale di quanto possa sembrare: Anita Nair dà la sua risposta. E al tempo stesso medita, con la soave dolcezza di un miele aromatico, sulle mille varianti dell’amore. Da leggere e rileggere.

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