Libri

“Carta”

31DM+fPJ1gL._SX345_BO1,204,203,200_di Gabriele Ottaviani

Uno dei classici esempi di concezione fuorviata in merito alla tecnologia è rappresentata dalla Riforma protestante degli inizi del XVI secolo. Molti storici sostengono che non sarebbe avvenuta senza la stampa, anche se altrettanti studiosi ritengono che ciò non sia vero. Per esempio, gli storici francesi Lucien Febvre e Henri-Jean Martin scrissero in L’Apparition du livre: “Non fa parte delle nostre intenzioni rievocare la ridicola tesi secondo cui la Riforma fu figlia della pressa da stampa.” Sarebbe più vicino alla realtà sostenere che la pressa da stampa fu figlia della Riforma. La Riforma fu il primo movimento a usare la stampa per diffondere la propaganda e fu una ragione rilevante del perché la stampa fu inventata, del dove e del quando fu inventata. Dopo tutto, gli europei erano a conoscenza da tempo di come si costruisse una pressa, come incidere il metallo o come fondere il piombo, come inchiostrare e stampare un’immagine intagliata, e avrebbero potuto iniziare a stampare con i caratteri mobili in qualsiasi momento.

Carta – Sfogliare la storia, Mark Kurlansky, Bompiani, traduzione di Salvatore Serù. La carta è un materiale igroscopico, costituito da materie prime prevalentemente vegetali, unite per feltrazione ed essiccate. Si presenta nella forma di fogli sottili. Può essere arricchito da collanti, cariche minerali, coloranti e diversi additivi. Il significato della parola carta è piuttosto incerto. Secondo alcuni studiosi deriverebbe, attraverso il latino charta, dal greco χαράσσω (charássō) con il significato di incidere, scolpire. I termini corrispondenti paper anglosassone, papel spagnolo e papier francese e tedesco, derivano invece dalla pianta del papiro, utilizzato dagli antichi egizi per scrivere fin dal 3000 a.C. (avanti Cristo) e, successivamente, da greci e romani. Più a nord la pergamena, ottenuta per la lavorazione di pelli di animali, sostituì per la scrittura il papiro, che cresce esclusivamente in regioni dal clima tropicale. In Cina i documenti venivano scritti sul bambù ed erano per questo ingombranti da conservare e trasportare. Occasionalmente veniva usata la seta, ma era troppo costosa. Nasce in Cina la tecnologia di fabbricazione della carta da corteccia… Così la più nota delle enciclopedie online, quindi appartenente al mondo digitale, un mondo senza carta, che si sta sostituendo a essa, con sdegno di molti che nei confronti del più immediato dei materiali utili per poter prendere un appunto in modo che non sfugga via dalla mente o dal cuore hanno quasi una venerazione venata di feticismo, descrive proprio lei, la carta, per l’appunto, ritrovato tecnologico semplice ma essenziale, quale che sia l’accezione principale che si vuole attribuire a questo aggettivo. Arrivata nel dodicesimo secolo in Europa, ha contribuito in maniera fondamentale alla diffusione della cultura in senso lato: la civiltà sarà anche un colosso dai piedi d’argilla, ma il suo scheletro è di carta. E adesso che, per i più vari motivi, se ne usa sempre meno, cosa accadrà? È in atto una rivoluzione? Da un certo punto di vista sì, ma, come accade per tutte le cose umane, è necessario ragionare con attenzione, profondità, onestà intellettuale, studiare, documentarsi, avvalersi della propria innata curiosità per penetrare il mistero di ciò che ci circonda ed essere più in armonia con noi e il mondo. E questo interessantissimo e dottissimo saggio si muove proprio in questa direzione. Da leggere.

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