Libri

“Rosa la Luchadora”

COPERTINA ROSA DEFINITIVAdi Gabriele Ottaviani

Io avrei potuto avere la baldanza di chi si era sentita aiutata, esaudita. A me era arrivato un bravo marito, che mi rispettava e, cosa ancor più curiosa, dolci da poter mangiare a tutte le ore, come ingenuamente avevo chiesto da bambina. Peccato che i miei gusti fossero cambiati e dei dolci mi fosse passata la voglia. Stando lì seduta accanto al Fungo provai un’enorme malinconia. Guardavo giù nel vallone e parlavo con la mia amica di un tempo: dove sei finita? Hai incontrato un marito degno? Che ne è stato delle tue speranze e illusioni? In fondo era stata solo un’amicizia di bimbe, un legame passeggero, ma io dentro di me sapevo che a unirci era stata una fortissima forma di “sorellanza”. Ci eravamo strette in un reciproco affetto nei momenti difficili della nostra fragile e sofferta infanzia. Ci eravamo consolate vicendevolmente quando entrambe avevamo un nemico che ci abitava dentro: la paura. Paura della nebbia, della notte, dello smarrimento di fronte alle facce disperate dei grandi di casa. Sempre lì a combattere contro le troppe avversità, i lutti, la miseria. Io sapevo che anche lontanissime non sarebbe passato giorno in cui l’una non avrebbe pensato all’altra. Nemmeno come amiche-sorelle, piuttosto come un’anima scissa in due: tra me e lei c’era una profonda, totale affinità stabilita dalla sorte. A volte sognavo di essere in terra straniera e di cercarla, bussavo a porte, percorrevo strade, attraversavo ponti, ma pur sentendo ancora chiarissima la sua voce che mi chiamava, mai riuscivo a trovarla. Un giorno mi feci coraggio e andai a bussare alla porta di una sua zia, la zia Marta, che viveva ancora nei pressi delle nostre vecchie cascine. Era ormai anziana e sola…

Rosa la Luchadora – L’adorata nonna di papa Francesco – Una vita da romanzo, Marilù Simoneschi, Imprimatur. Gli ebrei dicono che Dio non poteva essere dappertutto, e per questo ha inventato le madri. Figuriamoci le nonne allora, che sono mamme due volte. Quanto possono essere importanti, preziose, affettuose, caritatevoli, necessarie. Quale sia la grandezza dell’esempio che possono dare ai nipoti. Finanche se il nipote è il papa, infallibile per dogma. È la prima omelia del successore di Ratzinger. È il duemilatredici. È la domenica delle palme, a una settimana da Pasqua. È l’evento solenne per eccellenza. E Bergoglio non cita, che so, sant’Agostino. Sant’Ambrogio. Un teologo o un mistico. No. Cita la nonna. Colei che gli ha dato il primo insegnamento cristiano dell’esistenza. Una donna straordinaria. Una nonna straordinaria. Una vita straordinaria, forte e dolcissima insieme. Marilù Simoneschi, tra invenzione e biografia, la racconta. Con una prosa deliziosa e trascinante. Un libro pieno zeppo d’indomito amore: da non perdere.

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