Libri

“L’uomo che non sono”

41sNNVr4pKL._AC_US218_di Gabriele Ottaviani

Katia si stupì del mio gesto, ma lo approvò. «Per essere un impiegato, guadagni bene…» Quella sera, lei mangiò di tutto e mi chiesi come facesse a essere così magra. Antipasto, due primi, un secondo. Due primi, perché dopo un quarto d’ora di incertezza, accompagnata da una piccola crisi, del tipo «Non so davvero, mi piacciono tutti e due, cosa pensi, faccio figure se li prendo entrambi, tu cosa faresti al mio posto?» avevo deciso io per lei. Katia invece aveva scelto il vino. Il listino prezzi indicava duecento euro a bottiglia. Ed eravamo a quota due, prima ancora di aver finito il risotto. Poi scelse il dolce e si assentò un attimo. Quando tornò disse: «Adesso sto meglio. Posso mangiare il mio dolce e anche il tuo». Credo che fosse andata in bagno a vomitare. Poi, non ebbi più dubbi, perché mangiò il suo dolce, metà del mio e ne ordinò un altro ancora. Parlammo molto, lei molto di più di me, ma di quello che mi disse l’unica cosa che ricordo è che avrebbe trascorso la notte a casa mia e se ne sarebbe andata l’indomani, entro mezzogiorno.

L’uomo che non sono, Cristina Bellon, Cairo. Giovanni ha più di quarant’anni. È un impiegato. È divorziato. Ha gli alimenti da pagare. Ha un cane. Ha una datrice di lavoro maniaca del controllo come poche altre persone al mondo. È tornato in campagna. In Lombardia. Nel suo paese di origine. Laddove è nato. Laddove si immerge in una brumosa routine insieme agli amici di sempre. Come Beppe, il più caro. Che un giorno d’improvviso muore. E Giovanni si rende conto, stordito come da un violentissimo schiaffo in faccia, che bisogna aggiungere vita ai giorni, e non giorni alla vita, perché da un attimo all’altro, banalmente, si può non essere più. E allora cosa resta, soprattutto di quel che non si è stati abbastanza coraggiosi da fare? Credibile e ben scritto, lineare, lieve, accurato, ben caratterizzato nei dettagli, il romanzo si legge d’un fiato ma per lungo tempo, nei pensieri, fa compagnia. Da non perdere.

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