Libri

“La bella burocrate”

61aFra+NsAL.jpgdi Gabriele Ottaviani

Josephine si svegliò incinta. C’era un’alba opaca, segni del divano impressi sulla sua pelle come lettere di uno strano alfabeto. Due delle piante nella giungla erano decisamente morte. Lo poteva sentire dentro di sé, aggrappato a lei; quasi dolorosamente. Non sapeva come poteva non averlo saputo fino a quel momento. I misteriosi attacchi di fame, i capogiri. E quella voce irrefrenabile, che ingarbugliava sempre la sua lingua dall’interno – l’arguzia con le parole di lui aveva incontrato l’inquietudine di lei, unificate ora in un solo essere. Appoggiò le mani sopra il suo stomaco; era un sollievo dare conforto a un’altra creatura vivente. Sentì la sua solitudine diminuire retroattivamente, ora che sapeva che il suo bambino era stato con lei per tutto il tempo. «Ciao» disse a voce alta. Timidamente. Mi ao, rispose il bambino. Ma “bambino” era una parola troppo mansueta per quella vitalità. Belva, una belva in miniatura, una perfetta adorata belva era appena emersa dall’oscurità dell’universo, colma di desideri. Il suo cuore prese a battere all’impazzata, come una lattina colpita ancora e ancora con una roccia. La divina, perfetta matematica.

La bella burocrate, Helen Phillips, Safarà, traduzione di Cristina Pascotto. La città è immensa. Il quartiere è più che periferico. L’edificio è enorme. E senza finestre. Josephine è appena stata assunta. Il suo compito è occuparsi del Database. Un programma informatico. In cui inserisce numeri. Numeri. Numeri. Nient’altro che numeri. Una serie che sembra infinita, che pare riprodursi seguendo una progressione esponenziale. Più o meno come le scartoffie che si accatastano sulla sua scrivania, e alle quali deve far fronte. Giorno dopo giorno, Josephine sente sempre di più montare dentro di sé un’angoscia cupa e sorda, indistinta e opprimente. D’improvviso, poi, suo marito svanisce nel nulla. E allora… Distopico, allegorico, scritto in modo chirurgico e destabilizzante, orwelliano, è un romanzo potente, angosciante, magistrale.

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