arte, Cinema

“Hollywood Icons”

john-kobal-ph-michael-birt-london-1987di Gabriele Ottaviani

Marlon Brando, James Dean, Dennis Hopper, Ida Lupino, Joan Crawford, Warren Beatty, Elia Kazan, Maria Schell, Marilyn Monroe, Jane Russell, Audrey Hepburn, Grace Kelly, Gloria Swanson, Shirley MacLaine, Tony Curtis, John Wayne, Clint Eastwood, Bette Davis, Veronica Lake, Jayne Mansfield, Ava Gardner, Paul Newman, David Niven, Elizabeth Taylor, Montgomery Clift, Sophia Loren, Errol Flynn, Orson Welles, Marcello Mastroianni, Peter O’Toole, Natalie Wood, Steve McQueen, Mary Pickford, Phyllis Haver, Ben Turpin, Mae Murray, Monte Blue, Clara Bow, Pola Negri, Greta Garbo, John Gilbert, Buster Keaton, Charlie Chaplin, Lillian Gish, Roland Colman, Loretta Young, Mary Astor, Louise Brooks, Cyd Charisse, Anna May Wong, Evelyn Brent, Clark Gable, Charles Laughton, Jean Harlow, Carole Lombard, Warner Baxter, Kay Francis, Michael Curtiz, Marian Marsh, Norma Shearer, Constance Bennett, Vivien Leigh, Lana Turner, Gary Cooper, Lupe Velez, Elsa Lanchester, Boris Karloff, Helen Chandler, Bela Lugosi, Johnny Weissmuller, Hedy Lamarr, Cary Grant, Charles Boyer, James Stewart, William Powell, Luise Rainer, Fred Astaire, Ginger Rogers, Joan Blondell, Eleanor Powell, i fratelli Marx, Robert Taylor, Inez Palange, Edna Bennett, Judy Garland, Ingrid Bergman, Angela Lansbury, Lon Chaney jr., Rita Hayworth, Gregory Peck, Kirk Douglas, Alfred Hitchcock, Carmen Miranda, Bing Crosby, Bob Hope. Centosessantuno ritratti divisi per decenni, dal muto al sonoro, foto di scena e non di vari autori, in cui ci sono veramente tutte quelle personalità che grazie anche ai ritocchi e ai fotografi sono diventate Hollywood Icons. Ivan Kobaly, di padre ruteno e mamma austriaca, nasce a Linz in epoca di seconda guerra mondiale e sin da piccolo cresce con la famiglia in Canada dove inizia a collezionare cimeli legati al cinema. Comincia a lavorare come attore spostandosi negli USA ma poi si stabilisce a Londra e a partire dal millenovecentosessantaquattro abbandona la recitazione, per cui comunque non mancava di talento, e diviene un prolifico (nonostante sia morto piuttosto giovane agli albori degli anni Novanta) giornalista e scrittore, e il fondatore di un archivio che porta il suo nome occidentalizzato (John Kobal, quello che scelse di adottare) e grazie al quale non è andato perso il materiale prezioso per tutti gli appassionati di storia del cinema visibile nella bella mostra visitabile sino al diciassette settembre nella splendida cornice del Palazzo delle esposizioni di Via Nazionale a Roma. Da non perdere.

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