Libri

“Una donna di mondo e altri racconti”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Doveva partire l’indomani mattina presto e i bagagli erano pronti. Betty gli aveva detto di non vestirsi per la cena, ma lui aveva risposto che preferiva farlo. Per l’ultima volta sedettero a tavola l’uno di fronte all’altra. La sala da pranzo, con la sua luce soffusa, era spoglia e formale, ma la notte d’estate che si riversava all’interno dalla grande finestra aperta le conferiva una sobria intensità. Sembrava il refettorio privato di un convento nel quale una principessa si fosse ritirata per dedicare il resto della vita a una devozione non troppo austera. Presero il caffè sulla terrazza. Carruthers bevve un paio di liquori. Era molto nervoso. «Betty, mia cara, c’è una cosa che voglio dirti» cominciò. «Davvero? Fossi in te non la direi». Betty l’aveva detto con mitezza. Rimase perfettamente calma; lo osservava con un’aria smaliziata, ma con un sorriso che le baluginava negli occhi azzurri. «Devo». Betty scrollò le spalle e rimase in silenzio. Lui si rendeva conto che gli tremava la voce, ed era in collera con se stesso. «Sai che sono perdutamente innamorato di te da molti anni. Non so quante volte ti ho chiesto di sposarmi. Ma, dopotutto, le cose cambiano e cambiano anche le persone, non credi? Nessuno di noi due è più giovane come un tempo. Vuoi sposarmi, adesso, Betty?». Gli fece quel sorriso che era sempre stato una cosa molto attraente di lei; era così gentile, così franco, eppure, eppure così meravigliosamente innocente. «Sei tanto caro, Humphrey, e sei un tesoro a chiedermelo di nuovo. Non so dirti quanto sono commossa. Ma lo sai, sono abitudinaria; ormai ho preso l’abitudine di dirti di no e non posso fare altrimenti».

Una donna di mondo e altri racconti, William Somerset Maugham, Adelphi, traduzione di Simona Sollai. L’impulso creativo, Il grano straniero, Il poeta, L’elemento umano, Una donna di mondo, Il tesoro, La voce della tortora, La dozzina tonda, Mayhew e La moglie del colonnello. Un’antologia di racconti, uno più bello dell’altro, assolutamente imperdibili e pienamente coerenti con la produzione letteraria e con gli elementi cardine della poetica dell’autore, uno scrittore e commediografo amatissimo anche dal cinema (Schiavo d’amore, Il velo dipinto, Ombre malesi, tratto da La lettera, solo per fare qualche esempio). Nato nell’ambasciata britannica a Parigi, presso cui lavorava il padre, nel milleottocentosettantaquattro, segnato dalla balbuzie e da mille sofferenze, tra cui la precoce morte dei genitori, cresciuto da uno zio crudele vicario di Whitstable, nel Kent, passato per motivi di studio da Heidelberg, dove ebbe le prime esperienze sessuali con John Ellingham Brooks, morto in Provenza cinquantadue anni fa, ha fatto della fustigazione dei costumi, perpetrata con pessimismo e gelida – ma non crudele, anzi, imbevuta di dolceamara umanità – ironia, degli uomini e – soprattutto – delle donne la sua cifra caratteristica nell’intero ambito della sua fortunatissima letteratura, in cui la caratterizzazione dei personaggi e delle situazioni è talmente raffinata da rendere credibile anche ciò che potrebbe apparire improbabile se non addirittura inverosimile. Imprescindibile.

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