Libri

“Ho sposato mia nonna”

facebook_event_1897356950514369.jpgdi Gabriele Ottaviani

Biglietto che mi ha dato mia nonna una volta che sono andato con degli amici in Trentino:

 

  • Se hai il raffreddore prendi un’aspirina dopo i pasti
  • Se ti viene il mal di pancia da freddo prendi una pastiglia
  • Alla sera fai asciugare sul calorifero i guanti e le calze e stendi bene la roba
  • Mettiti sempre il pigiama
  • Non mangiare troppo

 

Biglietto che mi ha lasciato sul cofano dell’auto della nonna il nostro vicino di casa:

 

  • Vecchia troia se metti ancora la macchina in questo parcheggio privato ti faccio secca a te e a quel fallito di tuo nipote che si fa le pippe a quarant’anni
  • Valla a mettere in culo a tuo marito la macchina e se lì non trovi posto mettila al cimitero e resta lì che tanto manca poco
  • Addio merde

 

Ho sposato mia nonna, Tito Pioli, Del Vecchio. Norma è entrata da qualche tempo in quell’età che non è più tanto verde. È un’insegnante. È precaria. È in ogni modo quasi sul punto di andare, finalmente, in pensione. Ha tante manie. Tato è giovane. È un giornalista. È un freelance. E anche questa, in effetti, in questi nostri tempi moderni, è una voce che nel dizionario delle manie trova il suo congruo spazio. Per non parlare del vocabolario delle perversioni con coazione a ripetere: in quella sede probabilmente non mancano nemmeno le illustrazioni… Ha un blog. Pubblica lì quelle notizie per cui il giornale locale per il quale collabora, per un salario che pare davvero difficile immaginare bastevole per più di una parca e sporadica spesa al discount, evitando accuratamente i beni di maggior pregio non sprecherebbe neanche l’ombra di una goccia di inchiostro. Norma è la nonna. Ed è anche un’esodata, vedremo più avanti. Tato è il nipote. Ma sono pure marito e moglie. L’uno dell’altra, in questo altrove che a sua volta è Rebibbia, il quartiere dove vivono, periferia dagli accenti lirici e dai contrasti scabri. Perché il loro è amore, e vero, benché non abbia assolutamente nulla a che fare con quella dimensione erotica che al vellicato e curioso pubblico da televisione generalista fa decisamente orrore, quantomeno a parole… Tito Pioli scrive con brillantezza e agilità invidiabili un romanzo che si fa beffe anche per costituzione delle convenzioni, e al tempo stesso è una storia che sembra a tutti di conoscere. O poter conoscere. Da non lasciarsi sfuggire.

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