locarno 2017

“Scaffold”

974000di Gabriele Ottaviani

Dall’alto le cose sembrano tutte diverse. La distanza interposta fra chi guarda e chi è osservato modifica la percezione che si ha del reale, da ambo le parti. Sono da poco in Canada questi operai. Sono precari, non solo dal punto di vista lavorativo. E precario è il luogo dove passano la gran parte delle proprie giornate. Non si tratta né del cielo né della terra. Né tantomeno del mare, o delle profondità degli abissi. È un’impalcatura. Qualcosa di costruito, che serve per costruire ma che non può non essere demolito. Per essere ricostruito altrove, per costruire ancora qualcosa. Scaffold, del giovanissimo e bravissimo Kazik Radwanski, è la storia di questo sguardo. Di come la vita muti a seconda dell’angolo, pur rimanendo continuamente fedele a sé medesima.

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