locarno 2017

“Charleston”

965470di Gabriele Ottaviani

Charleston. Alexandru ha quarantadue anni. Sebastian è con ogni evidenza più giovane. Alexandru beve troppo. Sebastian quasi per nulla. Alexandru fuma una Marlboro rossa morbida dietro all’altra. Sebastian ha praticamente smesso dalla fine del liceo. Alexandru ha un gatto nero con una macchia bianca. Sebastian no. Alexandru ha una casa a Bucarest e una splendida 500 rossa fiammante col tettuccio apribile in tela nera e le portiere controvento targata 05-MAY. Sebastian vive con lo zio in un paesino sul Mar Nero vicino alla foce del Danubio. Alexandru ha una madre. Sebastian è orfano di entrambi i genitori. Alexandru è depresso. Sebastian è disperato. Alexandru si è isolato dal mondo. Sebastian ha bisogno di conoscerlo, di parlargli, di sapere, di chiedergli perdono, di condividere la sua pena, di elaborare il suo dolore, e quindi gli piomba in casa senza preavviso, da illustre sconosciuto quale è, una sera, tardi, dopo che un amico e quello che pare essere il suo nuovo toyboy tedesco sono stati a trovarlo, a cercare di indurlo a reagire, preparandogli una pessima pasta e parlando di Charlton Heston. Sebastian lavora in una libreria ed è un aspirante scrittore, appassionato soprattutto di fantascienza, Alexandru ormai sulla macchina da scrivere ci appoggia il bicchiere nei rari momenti in cui non lo ha in mano, in procinto di portarselo alla bocca per ubriacarsi sempre più. Alexandru è una sequoia burbera disgustata, sofferente e incattivita dalla decadenza generale che lo circonda, Sebastian appare smunto, timido e piagnucoloso, uno che si sente sempre fuori posto, anche quando non lo è. Alexandru ha perso la donna che amava. Anche Sebastian. Per un incidente stradale. Anche Sebastian. La donna di Alexandru si chiamava Ioana. Anche quella di Sebastian. Era la stessa. Sebastian è stato l’amante negli ultimi cinque mesi di vita, più o meno, di Ioana. Che non gli aveva detto di essere sposata. Che correva da lui quando è morta. E ora Sebastian chiede aiuto ad Alexandru. Che lo accompagna in questo viaggio della coscienza. E dell’autocoscienza. Colonna sonora grandiosa e usata con intelligenza sopraffina, scrittura magistrale e straordinariamente equilibrata, tra dramma e commedia dove non mancano incursioni nel grottesco, regia ottima, citazioni raffinatissime, confezione mirabile e due protagonisti maestosi come Serban Pavlu e Radu Iacoban: il film di Andrei Cretulescu è bellissimo. E il cinema rumeno si conferma: da anni, ormai, non sbaglia un colpo.

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