Libri

“Una pistola come la tua”

download (3).jpegdi Gabriele Ottaviani

Attraverso i rami si vedevano nuvole temporalesche che gonfiandosi parevano cascarci addosso. La luce fredda del pomeriggio si rifletteva ovunque facendo rilucere le superfici bagnate. Piccole gocce che cadevano dall’alto mi pungevano a tratti la faccia. Nella recinzione che limitava la proprietà si apriva un piccolo cancello arrugginito, sorretto da due pilastri in mattone coperti da rampicanti sui quali dimoravano i resti di una coppia di creature mitologiche consumate dal tempo. Lo abbiamo superato e, continuando a scendere, siamo giunti a una minuscola radura che affacciava sul paesaggio sottostante. Lo spazio che si apriva tra le piante mostrava uno spettacolo mozzafiato: una serie di valli successive, coperte di vegetazione, si perdeva il lontananza, svanendo nella foschia lattiginosa lasciata dal temporale. A un tiro di schioppo da noi sorgevano le mura di una rocca medievale, sopra la quale si ergeva una tozza torre merlata. All’orizzonte, un monte dalla forma conica si stagliava solitario sullo sfondo delle nubi. Aveva la cima irta di antenne sottili. Tristane era nervosa. Mi ha fatto un sorriso stirato stringendosi nel giaccone. «Mia madre adorava questo posto, da bambina mi ci portava sempre.» Ha indicato la rovina. «Quello è il castello di Murol, ne parla Guy de Maupassant in una delle sue novelle. La montagna sullo sfondo è il Puy-de-Dôme.»

Una pistola come la tua, Enrico Pandiani, Rizzoli. Parigi e pallottole, due assassini in fuga mentre un bandito giace morto sul selciato, un inseguimento cinemtografico che non porta a nulla e soprattutto il ritrovamento di una testa umana. Staccata dal resto del corpo di appartenenza, quello della cognata di Balthazar Rogeret. Uno degli aspiranti nuovi inquilini dell’Eliseo. Sua figlia potrebbe aiutare a fare luce sul mistero, però: peccato che se ne siano perse le tracce da giorni insieme a suo figlio. Mordenti indaga, ma è come camminare sulle uova. Alla guida di un camion… Un polar spettacolare che si legge d’un fiato, scritto in stato di grazia, una ricetta prelibata in cui tutti gli ingredienti sono bilanciati alla perfezione: nel suo genere imperdibile.

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