locarno 2017

“Sparring”

968412di Gabriele Ottaviani

Sparring. Di Samuel Jouy. Con un formidabile, comme d’habitude, Mathieu Kassovitz (Métisse, L’odio, Il favoloso mondo di Amélie, Munich, Amen, Il cecchino, Guerra e pace, Happy end). Non c’è sport più cinematografico della boxe, non c’è antieroe più eroico di un pugile suonato (The champ, con la sequenza più commovente della storia della settima arte, docet). E Steve, che ormai i quaranta li ha passati, è suonatissimo. Ma accetta un’offerta che sarebbe il caso di rifiutare, fare da spalla a un giovane emergente, arrogante e bramoso come tutti i giovani emergenti. Perché? Per vedere riflesso nello sguardo di chi ama, la moglie e il figlio, quel sentimento che sarà pure un limite, che sazia solo per un istante e poi torna la fame, come dice la canzone, ma che è di fondamentale importanza. Soprattutto per un uomo. Soprattutto per la sua definizione, per la determinazione che ha di sé. L’orgoglio. Ben fatto, ben scritto, ben diretto, ben recitato, lirico e doloroso insieme. Classico, da vedere.

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