locarno 2017

“Lola Pater”

lola paterdi Gabriele Ottaviani

Nadir Moknèche, regista anche di Goodbye Morocco, tra l’altro, racconta con eleganza e abilità una storia invero non particolarmente nuova al cinema, ma che si traduce in un film classico, specie nelle dinamiche, ma non povero di livelli e che in ogni modo si lascia ben guardare, soprattutto per la complessiva cura della confezione, ironica e quasi sempre misurata, e per la validità degli interpreti, Tewfik Jallab, Nadia Kaci e soprattutto – non ha bisogno di presentazioni… – Fanny Ardant (La signora della porta accanto, Bolero, La vita è un romanzo, Finalmente domenica!, Benvenuta, Les uns et les autres, L’amour à mort, Un amore di Swann, L’estate prossima, Consiglio di famiglia, Mélo, il capolavoro di Ettore Scola La famiglia, in cui interpreta la sorella di Beatrice, una straordinaria Stefania Sandrelli cui è affidato in quel film il ruolo di pronunciare la migliore e più autentica battuta del cinema italiano e non solo, ossia Ai figli che non danno pensieri si dedicano meno pensieri, Paura e amore, La settima stanza, Les cent et une nuits de Simone Cinéma, Al di là delle nuvole, Ridicule, La cena, 8 donne e un mistero, Il divo, La grande bellezza): Lola Pater. Zino ha perso la madre, e dopo decenni decide che è giunta l’ora di riallacciare i rapporti con Farid. Suo padre. Che però da un quarto di secolo, per l’appunto, è diventato Lola… Interessante.

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