Libri

“La vita del sabato”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sidonia si affacciò da Ponte Vecchio e osservò l’Arno. Sulle montagne era caduta la neve e così l’acqua era di un verde intenso. Anche gli occhi di Sidonia erano verdi, per niente dissimili dal fiume che fissavano, eppure parevano offuscati, coperti da un velo di sogno. Dopo qualche istante sollevò lo sguardo dall’acqua e scrutò attentamente le montagne che si ergevano in una linea netta e splendida di azzurro profondo contro il cielo. Il vento le gettava i capelli indietro, le guance leggermente arrossate, la pelliccia era sbottonata sotto la gola. La gente si fermava a osservarla, era colpita da tanta bellezza e dall’espressione contemplativa di quel volto. Frances aspettava con pazienza alle sue spalle, il bavero del cappotto rialzato; le mani che affondavano nelle tasche: su Firenze spirava un vento freddo e pungente. Il traffico sul ponte procedeva rumorosamente, seguiva con lo sguardo lo schioccare delle fruste. Il battito degli zoccoli dei cavalli e il tintinnio delle sonagliere dei carretti che transitavano. Un mendicante si fermò di colpo, tirandosi su la manica per mostrare il braccio rattrappito.

La vita del sabato, Radclyffe Hall, Fandango, traduzione di Claudio Marrucci. Sidonia ha una mamma che pensa più all’antico Egitto che a lei. Non per cattiveria, anzi, è buona. Ma è distratta. Del resto ha solo lei, ma per fortuna c’è anche Miss Baker, la classica governnate su cui si può sempre contare, in qualsiasi occasione. Però anche lei non è immune dagli effetti del tornado Sidonia. Non che sia una peste bubbonica, anzi, è una ragazzina di indubbia brillantezza. Ma certo non si può pretendere che faccia qualcosa che non ha scelto lei di fare quando vuole lei, come dice lei e perché lo ha detto lei. Si appassiona al canto, alla pittura, alla scultura, alla danza, alla musica, all’arte in genere sin da quando è poco più che infante, e con risultati che lasciano sbalorditi: è infiammata dal sacro fuoco, non c’è che dire. Il che però significa che riuscire a starle dietro è impresa improba. Lady Frances, la migliore amica della madre, le viene in soccorso. E non è l’unica… Radclyffe Hall, scrittrice britannica che dovette affrontare un processo per oscenità per la tematica omosessuale al femminile (lei stessa amava le donne) presente nella sua più celebre opera, Il pozzo della solitudine, vissuta a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo, di cui si sta procedendo alla riedizione delle opere, regala ai lettori un ritratto magnifico. Di donna. E di vita. Imperdibile.

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