locarno 2017

“Distant constellation”

downloaddi Gabriele Ottaviani

Interessante, e decisamente significativo, il fatto che la regista, Shevaun Mizrahi, sia laureata in neuroscienze cognitive: Distant constellation, sua opera prima, è infatti un viaggio prima di tutto nella mente umana, nei suoi meandri sovente non del tutto sondabili. Un percorso per lo più onirico, ma anche piuttosto accidentato (e la stessa pellicola, pur buona, non è esente da scombiccherature), che prende luogo a Istanbul, metropoli in continuo mutamento, dove tutto appare sempre mescolato e in evoluzione, in particolare all’interno di una casa di riposo per anziani, laddove la coscienza e la consapevolezza della fine da astratte divengono dannatamente concrete, come la sabbia che svuota la clessidra. Cos’è, in fondo, il tempo, se non bergsonianamente singolare percezione, benché le leggi che lo governano siano inequivocabilmente sancite, estensione e durata? C’è chi ha vissuto il genocidio armeno ma non riesce a parlarne, chi non si rassegna a non avere più successo come seduttore, chi è cieco ma è stato fotografo, chi si diletta dirottando l’ascensore… Originale.

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