Libri

“Quiet power”

download (3)di Gabriele Ottaviani

Ci sono poi introversi che pur non amando il rischio sono disposti a tendere il proprio elastico e fronteggiare grandi pericoli per assecondare una passione o portare a termine un progetto.

Qualcuno come Charles Darwin, per esempio, ci dice Susan Cain, che insieme a Gregory Mone ed Erica Moroz scrive Quiet power – I superpoteri degli introversi, ovvero una guida per bambini e adolescenti. Tradotto da Carlo Prosperi, edito da Bompiani e con le belle e divertenti illustrazioni di Grant Snider, è un libro piacevolissimo e importante. Perché nessuno è perfetto, ed è bene ricordarlo. Perché c’è sempre qualcuno che si crede migliore degli altri. Beh, quel qualcuno sbaglia. Avrà certo le sue doti, saprà certamente fare molte cose meglio di molti altri, ma in nessun caso è superiore a nessun altro. E nessuno, men che meno, deve sentirsi inferiore, sbagliato. Soprattutto se non ha voglia di fare quello che fanno tutti gli altri, soprattutto se per indole gli piacciono altre cose. Se la timidezza è percepita come un problema si può risolvere, e anche da questo punto di vista il libro è di sicuro d’aiuto, con spunti chiari, semplici, narrati con grabo, esempi di stretta quotidianità, ma essere introversi non è sbagliato. Qualcuno lo crede, in questa società chiassosa in cui chi strilla più forte sembra un vincente ma in realtà è solo un prepotente che ha paura di guardarsi dentro, soprattutto perché con ogni probabilità dentro di sé non troverebbe nemmeno qualche ragnatela, ma non è vero. mentre è sacrosanto, per esempio, che la calma si ala virtù dei forti. Tutti siamo diversi, è questo il bello, e nessuno deve sentirsi escluso. Soprattutto quando è piccolo. Quando è bimbo. Quando è adolescente. Quando è più fragile. Quando sta cercando di capire chi sia, e tutto sembra una salita ripida, una promessa non mantenuta. Da leggere. A ogni età. Perché anche da grandi, qualche volta, ci si sente come alle medie, studenti impreparati che cercano di assumere il colore della parete della classe per non essere interrogati. Lo abbiamo fatto tutti. soprattutto chi dice di no. E non c’è niente di male. Essere fragili è la nostra forza.

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