Libri

“Il gioco delle spie”

51YT-RxfwfL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Avevo visto abbastanza di quell’uomo da riconoscerlo quando lo rividi qualche giorno dopo.

Il gioco delle spie, Georgina Harding, BEAT, traduzione di Martina Testa. Inghilterra, campagna, inverno, millenovecentosessantuno. Un incidente stradale. Una donna muore. Ha origini tedesche. È una madre. Ha dei figli piccoli. Che cominciano quasi subito a rendersi conto però che non mancano le stranezze. E quindi si pongono il problema. E se mamma non fosse stata quella che abbiamo sempre pensato che fosse? E se mamma fosse stata una spia, come quelle del KGB di cui abbiamo appena sentito parlare alla televisione? Si capisce bene che una domanda così non possa rimanere inevasa, e per la nostra protagonista diventa un impegno. Che dura tutta la vita. E che non cesserà di regalarle sorprese. Spesso devastanti… Scritto in stato di grazia e costruito con la precisione di un orologio dal meccanismo perfetto, benché la guerra fredda non sia certo il tema più originale del mondo, in realtà sorprende, convince, conquista, travolge con un ritmo ottimo ma mai inutilmente forsennato e un’inventiva mai iperbolica o esageratamente spettacolarizzata. Da non perdere.

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