Libri

“Il bacio della donna ragno”

51gyUudypjL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

  • La tradiva perché non le diceva che aveva bisogno di altre relazioni. E la madre ha cominciato a criticarlo davanti alla figlia, ha cominciato a fare la vittima. Io non ci credo nel matrimonio, nella monogamia per essere precisi.
  • Però è bello quando una coppia si ama per tutta la vita.
  • A te piacerebbe una roba del genere?
  • È il mio sogno.
  • E perché ti piacciono gli uomini allora?
  • Cosa c’entra?… Io vorrei sposarmi con un uomo per tutta la vita.
  • Sei un borghese fatto e finito in fondo, allora?
  • Una signora borghese fatta e finita.

Il bacio della donna ragno, Manuel Puig, SUR, traduzione di Angelo Morino, prefazione – interessantissima, dotta e divulgativa insieme, che sottolinea in modo originale il tema della madre, fondamentale nella parabola artistica ed esistenziale dello scrittore, drammaturgo e sceneggiatore argentino costretto all’esilio e al vagabondaggio, morto a cinquantotto anni ancora da compiere nel millenovecentonovanta – di Alan Pauls. Molina è gay, e di fatto – può sembrare caricaturale, ma in realtà è la riproduzione esatta di un certo tipo di persona, di sicuro non maggioritario, ma è da considerare attentamente anche il contesto in cui ci si muove, nel quale la provocazione ostentata è l’unico modo per non sentirsi inesistenti – si percepisce più o meno come uno strano ibrido tra una romantica geisha facile al tenero innamoramento, e che ritiene normale prodigarsi in tutto e per tutto per il suo uomo, fino a subirne gli effetti di una vera e propria dominazione, e Shahrazād. Ama raccontare, e si immedesima nei personaggi femminili delle storie cinematografiche che narra, procrastinando sempre il finale, poiché talvolta basta persino una sillaba o un silenzio perché il dialogo, elemento costitutivo e straordinariamente credibile, riuscito, efficace, serrato, della stragrande maggioranza del testo, fiorisca come un albero che mette nuovi rami e nuove gemme e prenda altre direzioni, tintinnando in mille rivoli come il delta d’un fiume. Arregui lo chiama Molinita, è un rivoluzionario marxista. L’uno, pian piano, entra nel mondo dell’altro, che conosce via via sempre più. Sono compagni di cella. Sono gli anni Settanta, è l’epoca della dittatura militare brasiliana. Il romanzo ha oltre quattro decenni, e fece scandalo, per certi versi, com’è naturale che sia, soprattutto tra i militanti di sinistra duri e puri, che non potevano ammettere che un combattente per la sacra e santa rivoluzione del popolo avesse dei comportamenti non improntati alla più totale virilità (in quanto a omofobia, non esistono correnti politiche con la coscienza a posto): ma ha segnato anche la meritata esplosione della popolarità di Puig. Nel millenovecentoottantacinque Hector Babenco ne ha tratto, con fedeltà, un film di successo planetario, con William Hurt, che ci ha vinto l’Oscar, il David di Donatello come miglior attore straniero e il premio per la migliore interpretazione maschile a Cannes, Raul Julia e Sonia Braga. Imperdibile.

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...