Libri

“Juvenilia”

51EYnzihV9L._SX355_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Terza lettera

Dalla signorina Margaret Lesley alla signorina C. Lutterell

Lesley Castle, 16 febbraio

Mia cara Charlotte, ho riflettuto sulla lettera acclusa alla vostra risposta, e vi dirò a quali conclusioni sono arrivata. Ho pensato: se Sir George ha formato una nuova famiglia, con questo secondo matrimonio le nostre fortune ne saranno considerevolmente diminuite; se sua moglie rivelerà una tendenza alla prodigalità, lo incoraggerà certo a perseverare in quel suo modo di vivere, fatto di frivolezze e dissipazione, che non avrebbe proprio bisogno di incoraggiamenti e che temo si sia già dimostrato anche troppo deleterio per la sua salute e il suo patrimonio. Ella, inoltre, ora diventerà la proprietaria di quei gioielli, che un tempo adornavano nostra madre e che Sir George aveva sempre promesso a noi. Se non vengono qui nel Pertshire, io non potrò appagare la mia curiosità di vedere la mia matrigna, ma se al contrario vengono, Matilda non potrà più sedere a capotavola con nostro padre. Queste, mia cara Charlotte, sono state le malinconiche considerazioni dalle quali è stata affollata la mia immaginazione, dopo aver letto la missiva di Susan, e sono subito venute in testa anche a Matilda, quando lʼha letta a sua volta. Gli stessi pensieri, le stesse paure le hanno subito occupato la mente e non saprei dire quale considerazione la angosci di più, se la probabile diminuzione delle nostre fortune, o quella della sua importanza in seno alla famiglia…

Ventisette brani. Frammenti. Stralci di teatro. Versi. Un saggio storico. Romanzi brevi. Romanzi epistolari. L’esplosione di vitalità di una donna dal brillante intelletto, dall’ironia acuta, dalla curiosità innata per il mondo e le persone e dalla sensibilità sopraffina che sta cercando la sua strada. Che sa che vuole scrivere. Che sente di aver qualcosa da dire, che vuole comunicare col mondo anche per il tramite della letteratura. Che vuole vivere e far vivere mille vite, anche se la sua, per fortuna, non è stata affatto quel crogiolo di angustie occorso a tante altre sue sventurate sodali e che ci si potrebbe magari immaginare fermandosi al mero livello dello stereotipo della scrittrice in un’epoca come quella in cui è esistita, nella quale le opportunità per le donne erano ancora minori di quelle, comunque niente affatto paritarie, che sono loro concesse adesso da una società che ha tante, tantissime pecche, sotto praticamente ogni punto di vista. Divisi in tre quaderni, volume primo, secondo e terzo, come da tradizione, gli scritti giovanili – ma lungamente rimaneggiati dall’autrice, anche in frangenti più adulti – di Jane Austen, Juvenilia – La raccolta completa, corredati da un testo nientedimeno che di Virginia Woolf, vivono ora nelle pagine dell’edizione Rogas introdotta da Beatrice Battaglia e curata da Adalgisa Marrocco, che traduce insieme a Stefania Censi. Uno scrigno prezioso, da aprire e custodire, beandosi del suo splendore.

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