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“Racconti freddi”

51IJRhAmLKL._SX355_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Gli invitati che arrivarono con la debita puntualità poterono vedere che due uomini di una certa età, camminando di spalle all’atrio e provenendo dall’altare, srotolavano da un’enorme bobina due nastri bianchi e li collocavano sulle spalliere dei sedili situati accanto al sentiero nuziale. Coloro che non arrivarono con la debita puntualità videro i nastri già posizionati. E anche il grande tappeto rosso. A un cenno, l’altare s’illuminò, mentre il piede destro della sposa faceva il suo ingresso nel tempio. Quando l’estremità dello strascico del suo vestito toccò proprio il punto in cui il suo piede destro aveva segnato una lievissima impronta, fu possibile osservare che si lasciava dietro trenta teste d’aquila che formavano il culmine di altrettante colonne situate nell’atrio. Quindi una volta giunta la sposa di fronte all’officiante, l’estremità del suo strascico rimase separato dal suo corpo da una distanza di trenta teste d’aquila. Chiaro che la distanza sembrava un poco maggiore a causa dell’angolo che si formava dalle spalle al suolo. Ma non era così acuto al punto di considerarlo capace di produrre una sensazione di visibile malessere fisico.

Cuentos fríos – Racconti freddi, Virgilio Piñera, Il foglio, traduzione di Gordiano Lupi. È perfetta sin dal titolo, quest’opera. Perché già quelle due parole rappresentano una sintesi, un’allegoria, un raffinato eufemismo, una dichiarazione di poetica e di intenti, un credo ideologico limpido e incorrotto, ma soprattutto un ossimoro magnifico. Perché non c’è nemmeno un segno di interpunzione che non dia l’idea del calore, della passione, della vibrante vis polemica, dell’emozione, dell’intensità, altro che freddezza, nella prosa icastica, asciutta, fotografica, senza fronzoli di Piñera, che rifiuta con tutte le sue forze l’idea di un’arte asservita al potere, quale che sia, fosse anche la Rivoluzione. E infatti in questa pinacoteca che ritrae con precisione chirurgica uomini, ambienti e sentimenti l’autore dà stentorea voce alla coscienza della crisi. Da non perdere.

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