Libri

“Game of Thrones”

jhbvwjehbdi Gabriele Ottaviani

La misurazione onnicomprensiva della mappa terrestre prende il nome di mappamundus o mappamondo (rappresentazione della Terra divisa in due emisferi) così da identifi care tutto lo scibile terreno conosciuto. Il mappamondo è una riduzione, il più possibile fedele, in scala, del territorio terrestre esplorato dall’uomo: cresce e si modifi ca a seconda delle nostre conoscenze. Mappare è un lavoro certosino, richiede grande precisione e innumerevoli conoscenze: le cartografie, infatti, sono composte di simboli che rimandano a luoghi che rimandano a storie che parlano di uomini. La carta geografica di Game of Thrones è una visione che ci avvicina a un mondo verosimile ma fantastico, dettagliato ma, al contempo, sfuggente. Le città di questa mappa, i suoi territori, così come le storie che vi si svolgono, compaiono poco per volta, pezzo per pezzo, come in un mosaico ingannevole che sembra costruito dalla mente di un Borges post-moderno. La mappa è il primo sguardo rivolto ai Sette Regni, ci rivela in un tempo velocissimo dove si svolgeranno le vicende di un episodio ma, anche, quali luoghi permangono attivi, seppur silenti, all’interno di questa complessa storia di re, eroi e demoni. Per tale motivo, dedicare l’incipit di ogni racconto alla rappresentazione cartografi ca è un paradosso di forte impatto, perché alla dovuta precisione della descrizione di un mondo si lega la volontaria omissione di un destino: sappiamo dove si svolgeranno i fatti di cui, però, non conosciamo ancora la trama. La mappa serve anche a questo, a complicare accadimenti apparentemente semplici, a posizionare armate e amanti, nascite e decessi. La categoria delle mappe – distinta qui da quella cartografica – è simbolicamente troppo complessa e variegata per poter essere ridotta ad una tassonomia coerente e univoca, bisogna però fare, nel caso di questa serie televisiva, un esercizio di semplificazione così da trovare, almeno nel “principio” una qualche forma di persistenza.

Game of Thrones: una mappa per immaginare mondi, a cura di Sara Martin e Valentina Re, Mimesis. In questa raccolta di saggi si analizza con arguzia, passione, impegno, cura, ingegno, capacità, senso critico e ipotesi innovative dal punto di vista intellettuale e che vanno a relazionarsi con il contesto e la temperie dal punto di vista storico, politico, sociale, culturale, economico, un vero e proprio fenomeno, che dalle pagine è andato ben oltre, fin sullo schermo, diventando un culto, non suoni blasfema o esagerata la parola, per tutti i suoi appassionati, che davvero si lanciano nei più sperticati elogi, nelle più ardite iperboli. Eppure in fin dei conti il trucco è sempre il solito, è, come si suol dire, carta conosciuta, per quanto disegnata da un artista di indiscutibile genio: si tratta semplicemente della fabula al suo massimo splendore, del meccanismo narrativo per antonomasia che si sviluppa attraverso la scaltra sapienza che accomuna lo scrittore al cuoco sopraffino, che mescola tutti gli ingredienti che servono, e soprattutto tutti quelli che coloro a cui desidera far assaggiare la sua pietanza si aspettano di trovare, per fare un buon piatto. Nella fattispecie, per raccontare la vita, i grandi sentimenti, le domande innate nell’animo umano, anche attraverso i simboli, realtà altre che si esaltano dal confronto con la nostra. Da leggere.

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