Libri

“Il piccolo reggimento”

41aMvKqVPnL._SX358_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Stare seduti nella barca era come pretendere di stare in sella a un cavallo selvaggio delle praterie, per giunta imbizzarrito, e in oltre quei cavalli delle praterie non sono molto più piccoli.

Il piccolo reggimento, Stephen Crane, Mattioli 1885, a cura di Livio Crescenzi. Non ha vissuto neanche ventinove anni, all’incirca uno in più di Scipio Slataper. Eppure, come il cantore del Carso, ma prima di lui, è riuscito a lasciare un segno, una impronta indelebile nella storia letteraria, imponendosi come una voce di indubbia significatività in merito a quel che concerne il panorama della narrativa realista, ma non solo, con accenti naturalisti e impressionisti, esaltati dall’asciuttezza dello stile, che senza dubbio gli deriva dalla pratica giornalistica, che lo rendono modernissimo e preconizzatore dei tempi. Capace di indagare anche con brevissimi cenni in maniera più che puntuale l’animo dei suoi personaggi, che sovente si riverbera proprio nella natura, specchio, croce, delizia, metro di paragone per la piccolezza dell’uomo, che pure si sente grandioso, dinnanzi all’universo, che è illimitato ma non infinito, in questa pubblicazione agilissima ed emozionante che raccoglie due racconti, uno ambientato all’epoca della guerra civile americana e l’altro ispirato a un naufragio che vide lo stesso Crane protagonista mentre si dirigeva verso Cuba in occasione della guerra ispano-americana, che ebbe luogo tra l’aprile e il giugno del milleottocentonovantotto e in merito alla quale era corrispondente per la testata per cui scriveva, dà voce alla vita e al suo disperato bisogno di speranza.

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