Libri

“Scandalose”

41VknEh2mvL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La Gestapo fa irruzione nella loro villa il 25 luglio 1944, un mese dopo lo sbarco alleato in Normandia. Rinchiuse in prigione, divise l’una dall’altra, decidono di suicidarsi secondo il patto che hanno stretto da tempo, ma la dose di barbiturici che hanno portato da casa è insufficiente. Claude, ferita durante l’arresto, viene curata da un compagno di cella, bello come «un angelo di Botticelli». Suzanne, convinta che l’amica sia morta, cerca di uccidersi tagliandosi i polsi con un frammento di vetro, ma viene salvata in tempo. Il processo, celebrato poche settimane dopo, suscita in Claude soprattutto una gran voglia di ridere, «un riso folle, come davanti a Harpo Marx o Charlot». La sentenza è morte per fucilazione ma gli stessi ufficiali che la pronunciano, ben coscienti che ormai il vento della guerra è cambiato, sospendono l’esecuzione. Le due prigioniere saranno liberate un anno dopo, alla fine della guerra. La salute di Claude Cahun, già fragile, è compromessa in modo irreparabile dalla prigionia. Fino alla morte, nel 1954, sarà sempre più malata e soggetta a crisi di depressione che le fanno temere una sorte simile a quella della madre. «La follia è improvvisa o graduale? mi chiedo. E intanto la follia mi guarda con i suoi occhi fissi.»

Scandalose – Vite di donne libere, Cristina De Stefano, Rizzoli. Mina Loy, Lydia Cabrera, Nina Simone, Niki de Saint Phalle, Toto Koopman, Clarice Lispector, Claude Cahun, Tallulah Bankhead, Else Lasker-Schüler, Pearl S. Buck, Nahui Olin, Grace Metalious, Louise Bourgeois, Albertine Sarrazin, Tove Jansson, Jean Rhys, Violet Trefusis, Elsa von Freytag-Loringhoven, Marguerite Duras, Annemarie Schwarzenbach: sono loro le protagoniste assolute di questo libro. Una scultrice, una fotografa, una modella, una poetessa, una musicista, un’antropologa… Donne di cultura, donne ambiziose, donne desiderose di vivere pienamente la propria esistenza, donne capaci di essere un esempio per le altre donne, donne senza paura. Le loro biografie sono esemplari in senso anche etimologico: il volume rassomiglia a un vero e proprio documentario, preciso, curato, vivace e vivido.

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