Intervista, Libri

Ritrovarsi perché la vita è bella…

41oGDqQz+PL._SX342_BO1,204,203,200_di Gabriele Ottaviani

Ritrovarmi è un romanzo che parla della forza della vita: sentiamo le parole dell’autrice.

Il termine “ritrovarsi” può avere molte accezioni: qual è secondo lei la principale?

Credo che il significato principale sia quello di avercela fatta. Nel nostro cammino personale capiterà spesso di “perdersi”, ma non tutti sono in grado di “ritrovarsi”! Quindi credo che anche il titolo sia un messaggio positivo.

Come e perché può capitare di smarrirsi? Cosa può evitarlo, o aiutare a rimettersi in carreggiata?

Smarrire sé stessi è umano. Accade ogni volta che si presenta un “fuori programma”, un imprevisto della vita che porta a metterci in discussione, a dover reinventare la nostra esistenza, quindi le nostre abitudini. E si sa che le abitudini sono dure a morire! Proprio per questo è un processo lungo e doloroso, in cui spesso non ci sono esiti positivi.

In realtà non credo che esista un modo per evitare che ciò accade. O forse c’è, non vivere! Ma personalmente lo trovo uno spreco di tempo.

In questi casi è l’amore per la vita che ti porta a rimetterti in carreggiata, e anche l’amore per sé stessi. Come disse qualcuno: “meglio un giorno da leoni che cento da pecore”!

Qual è stata l’esigenza che l’ha portata a scrivere questo libro?

Nonostante la mia giovane età, sento di aver fatto tante esperienze, credo di aver vissuto tante di quelle emozioni forti che mi hanno chiesto di essere liberate. Le ho dovute tirare fuori poiché non riuscivo più a contenerle dentro di me. Ho creduto di avere tanto da dire, così l’ho detto.

C’è anche una seconda motivazione che mi ha portato a scrivere questo libro. Ho avuto come l’impressione che la maggior parte della gente che ho incontrato nella vita non mi abbia mai capita, e a lungo andare è una sensazione che ti logora l’anima. Così inconsciamente ho creduto che facendo vivere al lettore la mia vita, vista con i miei occhi, vestendo i miei abiti, chissà… magari finalmente sarei stata capita!

Qual è il messaggio che vorrebbe che i suoi lettori recepissero?

Che la vita è bella! Che anche quando sembra davvero troppo, è sempre bella! Che anche la sofferenza è bella, ti forgia, ti rende forte, e quindi bisogna accettarla! Vorrei inoltre che i lettori capissero che non è il problema in sé a fare la differenza, ma la percezione che abbiamo di esso e che quindi c’è sempre una “chiave di volta” che ti porterà a vedere il problema dalla giusta prospettiva. Vorrei inoltre che capissero che gli errori non esistono, ma esistono, invece, solo esperienze!

Perché scrive?

Perché non posso fare altrimenti. Sono una spugna che assorbe emozioni. Le prendo da tutto quello che mi circonda, la musica, una scena colta per strada, un sorriso, una sensazione. La mia “spugna” assorbe, assorbe e assorbe fin quando mi sento come un vaso pieno che sta per straripare! Così ho bisogno di scrivere per liberare le mie emozioni, per dare loro voce. Ne ho bisogno per non rischiare di scoppiare e per fare spazio ad emozioni nuove. E loro sono lì, pronte a farsi liberare, di fatti quando scrivo lo faccio di getto, come se la penna fosse un mezzo tra il mio cuore e il foglio, lui detta e io scrivo.

Qual è l’aspetto principale da mettere in evidenza quando si racconta una storia?

Non credo ci sia una risposta oggettiva. Dipende da che tipo di storia si vuole raccontare. Io ho scritto un’autobiografia, l’aspetto principale che ho messo in evidenza sono state le emozioni.

Chi è per lei il lettore? E lei che lettrice è?

Il lettore è un sognatore. È una persona che non vuole limitarsi a vivere la propria vita, ma è curioso di vedere come si sta nella vita di un altro.

Io sono una lettrice esigente poiché è difficile per me trovare un libro che mi coinvolga così tanto da arrivare a finirlo!

Convenzionali si occupa anche di cinema: tre film che ha particolarmente nel cuore, e perché.

Sister Act, trovo originale la trama e amo la colonna sonora. Mi fa emozionare parecchio.

Ritorno al futuro, è un film che ricorda la mia infanzia. Credo di esserci legata proprio per questo.

Indiana Jones, anche questa saga mi ha accompagnata da bambina e ho iniziato a sognare con questo film già da allora. Oggi, nonostante siano trascorsi tanti anni, sogno come allora tutte le volte che lo guardo.

Qual è il libro che avrebbe voluto scrivere? E quello che forse un giorno scriverà?

Il libro che avrei voluto scrivere è il libro che ho scritto.

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