Libri

“Niente tranne il nome”

41KjI+GHvbL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Le seccava ammetterlo, ma a causa dei sorrisi di Claudio Micelli, quelle mura si erano crepate. Avevano dato, per così dire, i primi preoccupanti segni di cedimento.

Niente tranne il nome, Andrea Maggi, Garzanti. Fulvio fuma troppo. Beve troppo. Il suo matrimonio è fallito. Ha quarantun anni. È solo. Vive in provincia. Fa l’insegnante. È la sola cosa che senta dia un senso alla sua vita. Ma sbaglia a pensarla così. Fa il suo mestiere con amore, passione, vocazione, rivolgendo la sua cura e le sue attenzioni soprattutto agli ultimi, a chi ha più bisogno. Tutto sembra tranquillo. Ma non lo è. Silente, sornione, immoto, forse. Ma non placido. Non calmo. Non sereno. Anzi, al di sotto della superficie stagnante si muovono freneticamente veri e propri mostri, infidi e pronti a tutto. L’opulenza non è garanzia di benessere, anzi. Ma alla nebbia, spesso, segue una nuova luce. Per farla emergere però Fulvio, che avrà così l’opportunità di ricominciare davvero a vivere, dovrà mettere in campo risorse che non sa nemmeno di avere, su tutte una spiccata intuizione. Dovrà infatti indagare. È l’ultima persona ad aver visto vivo Mauro. Il bidello del Galileo Galilei. Morto. Ammazzato. In campagna. Presso un casale abbandonato… Tiene col fiato sospeso dalla prima all’ultima riga, non ha un tempo morto che sia uno, è caratterizzato con estrema precisione e senza lungaggini, ridondanze o prosopopea, cesella con precisione la descrizione del mondo della scuola e di quello della provincia, con le loro miserie, protervie, meschinità, con i loro crudeli e soprusi perpetrati con neghittosa noncuranza. Certo, non sempre, anzi, fortunatamente di rado, avvengono fatti di tal genere, ma è una gran ricchezza che ci sia qualcuno che sa così bene descrivere il male. Perché leggendolo possiamo una volta di più riconoscerlo, stare in guardia, tenerlo a distanza, capire dove si annida. E cosa può fare ognuno di noi, nel suo piccolo, affinché non si propaghi dappertutto.

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