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“La fine dei vandalismi”

41g39DpkPPL._SX319_BO1,204,203,200_ (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Tiny Darling tornò a Grouse County, come fanno tutti, prima o poi. Passò in auto accanto a gambi di pannocchie spezzati, ad alti silos azzurri e al monito, scritto a mano lungo la strada, secondo cui IL PECCATO È MORTE.

La fine dei vandalismi, Tom Drury, NN. Traduzione di Gianni Pannofino. Grouse County, Midwest. Tutti conoscono tutti, almeno di vista. Tutti si scambiano qualche parola, tra gli uni e gli altri c’è affetto, amicizia, stima, reciproca comprensione, condivisione. A volte più, a volte meno. Louise è sposata con Tiny. Tiny viene accusato di atti vandalici, proprio lì dove si è celebrato un evento per stigmatizzarli e sostenere la comunità. Ad arrestarlo è Dan. Che vede Louise. Che da tempo non è più felice. Dan si innamora. Tiny non sa più cosa fare. E Louise… Con semplicità disarmante e una prosa serratissima, scintillante e affilata come un rasoio Tom Drury riesce a descrivere una storia talmente concreta, profonda, potente, autentica e appassionante da diventare epica, allegorica, simbolica, emblematica, un affresco mirabile sulla condizione umana, sulle regole e le ipocrisie che formano lo scheletro della società e sull’esigenza della ricerca della felicità che caratterizza ognuno di noi. Formidabile, travolgente, imprescindibile.

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One thought on ““La fine dei vandalismi”

  1. Pingback: NNEDITORE | Rassegna stampa online su Tom Drury

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