Libri

“Di libro in libro, la vita”

51gCb15gQeL._SX336_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ho il pollice nero. Il mio è un atteggiamento contemplativo ma passivo, tutto mi va bene.

Di libro in libro, la vita, Camilla Salvago Raggi, Il canneto. Gozzano, colui che ha reso immortale la signorina Felicita dagli occhi azzurri di stoviglia e che ci ha descritto ambienti pieni di piccole cose di pessimo gusto, qui non avrebbe in tutta onestà saputo dove trovarne nemmeno l’ombra, e rinverrebbe invece anche negli oggetti più umili ma comunque raffinati la punteggiatura e la struttura di un lessico familiare che racchiude la vita e racconta il sentimento come, sempre per citare il poeta crepuscolare, sanno fare forse solo certe espressioni dialettali, che attingono direttamente al cuore, della lingua e di chi attraverso di essa si esprime. Camilla Salvago Raggi e la grande e meravigliosa casa di Campale, ritratta in numerose splendide foto (opera di Gianni Ansaldi), piena di stanze e traboccante di librerie, sono quasi una sorta di binomio indissolubile: qui si è svolta la formazione di una donna, un’intellettuale che neghittosamente e con modestia non falsa si definisce una profana, una scrittrice che narra e si narra mediante una selezione di titoli, pagine, parole, nomi, mondi, suoni, colori assolutamente originale, variegata, unica, niente affatto snob. Un tuffo nella dolce melodia della nostalgia, una preziosa testimonianza storica, letteraria, umana.

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