Libri

“Tira la bomba”

51JswXL1C6L._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Finalmente i pensieri si concedono la pace del riposo.

Sono nati tutti e tre a San Servolo. Ora ne è rimasto solo uno. Erano il trio Tira la bomba, perché insieme avevano fortuitamente trovato durante una delle loro scorribande un ordigno inesploso della seconda guerra mondiale, una bomba che era il loro amuleto, il loro posto delle fragole, il loro segreto nemmeno poi tale, in fondo, il simbolo della loro amicizia che adesso in capo a dieci mesi dopo cinquant’anni insieme e gli innumerevoli saliscendi che la vita riserva come nemmeno se fosse un tappone pirenaico del Tour de France ha perso due dei protagonisti. Giuliano, il figlio non unico, ma il fratello è un nemico, di un commissario di pubblica sicurezza cattivo e incapace di essere comprensivo nei confronti della prole, è solo, con la vedova che ha amato, ha perso e ha colpevolmente riamato con slealtà, di Stefano, il benzinaio, il compagno Stefano, portato via da un brutto male devastante dopo che anche Mirko, buono e sfortunato, mollato dalla moglie per una donna, quando i fiori dell’altare erano quasi ancora freschi, se n’è andato per non tornare. L’amicizia vera tra maschi è esattamente così: crescono anche i ragazzi della via Pal, alla fine, ma non cambiano mai. Non solo è semplicemente perfetto da ogni punto di vista, è emozionante ed è la fotografia più a fuoco che si sia mai vista della realtà: il fatto è che Tira la bomba siamo noi. Tutti. Con i nostri pregi, i nostri difetti, le nostre vite, le nostre spaventose e rassicuranti speranze. Pino Roveredo, Bompiani. Imperdibile.

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