Libri

“John il visionario”

31yr56mLOwL._BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il viso sembrò sul punto di andarle in mille pezzi. «Risparmiai finché non ebbi i soldi per tornare a casa. Quando tornai mi fu sbattuta la porta in faccia. Ero ricomparsa col pancione dopo mesi in cui non avevo fatto sapere nulla di me. Avevo paura. Non sapevo niente di niente sulla gravidanza. Così trovai un lavoro da domestica in un hotel vicino la spiaggia. Fu lì che conobbi Phyllis Nagle. Era una tardona squinternata, ma fu l’unica ad aiutarmi. Le raccontai dei guai in cui mi trovavo e lei disse che non avrebbe permesso che rimanessi senza un posto dove stare e mi trovò un caravan in affitto. Lavorai finché non mi fu impossibile farlo. E quando arrivò il momento, nascesti tu. Sei stato la mia salvezza». Schiacciò la sigaretta e annuì, come se assentisse con se stessa. «Quando hai un figlio, John, ti cambia qualcosa dentro. Non sarai più libero dalle preoccupazioni. Ma neanche più solo». Ormai fuori s’era fatto buio. La luna era rossa ed enorme. Mi scolai il bicchiere. «Perché mi racconti tutto questo proprio ora?». Si strinse nel suo cardigan. «Perché sei abbastanza grande. E perché nessuno sa quanto tempo ci resta». Versò a entrambi un altro giro. «Quando arrivi alla mia età, non ti servono più i segreti».

Peter Murphy, John il visionario, Fazi, traduzione di Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai. John Devine ha quindici anni. Vive con la mamma, Lily, a Kilcody, che non esiste davvero ma è più vera del vero, in Irlanda. La sua esistenza è abbastanza solitaria, viene in contatto episodicamente giusto con la signora Nagle, un’anziana e arcigna amica della mamma, e Har Farrell. Che cerca di incarnare per lui una sorta di figura paterna. Con risultati che, non per cattiveria, lasciano però molto a desiderare. John però ha un grande amico. Uno di quelli dall’aria sgualcita e non troppo raccomandabile, secondo i benpensanti, che da adolescenti sono indispensabili, perché ti spingono a tradimento, ma per amore, dal trampolino dentro la piscina della vita, condividendo le prime catastrofiche e necessarie esperienze. Perché è di vitale importanza sbagliare per capire da soli e per sempre quale sia la strada giusta, per avere coscienza del bene e del male, per trovare il proprio posto nel mondo: e questo romanzo scritto in stato di grazia, caratterizzato con indicibile brillantezza, elegante, appassionante, avvincente, dolceamaro, delicato e profondo, non può non trovare un posto d’onore nel cuore di tutti coloro che amano le storie di conquista, di crescita, che rendono tutti migliori.

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