Libri

“Il tuo nome è una promessa”

51ZFGISs5FL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Una sera Rebecca gli aveva raccontato di una sua collega. Una ragazza svedese arrivata da poco, Britta. Sì, l’aveva vista anche lui a qualche cena, tipica bellezza nordica, certo che la ricordava. Il fidanzato, quello con un cognome greco, no non era greco, la sua famiglia era greca, il padre forse, la madre era macedone, ecco, Stavros si chiamava, veniva ad aspettarla ogni giorno, a volte perfino a pranzo, Rebecca aveva anche pranzato con loro, vicino all’ufficio. Si amavano cosí tanto che si baciavano ovunque, per strada, uscendo dal ristorante, entrando in macchina. Una mattina Britta era arrivata con gli occhi gonfi e rossi. E mentre raccontava piangeva a calde lacrime tanto che Rebecca non riusciva a capire cosa fosse accaduto. L’aveva portata al bar e aveva cercato di calmarla. Stavros l’aveva lasciata. Tempo prima, prima di conoscere Stavros, Britta aveva dato una festa. Alle prime ore dell’alba, quando tutti erano andati via, si era trovata in casa con due ragazzi. Non sapeva i loro nomi, non li conosceva. Avevano chiesto di rimanere quelle due ore che li separavano dal nuovo giorno. Lei ricordava solo che si erano infilati tutti e tre nel suo letto. Qualche ora dopo si erano alzati, avevano fatto colazione e si erano salutati con allegria. Non li aveva piú visti. Mentre era con Stavros a una mostra, aveva incrociato uno di loro. L’aveva salutato di slancio.

Il tuo nome è una promessa, Anilda Ibrahimi, Einaudi. Rebecca lavora per un’organizzazione internazionale. Le propongono di andare a Tirana, la capitale dell’Albania. Accetta. Ha bisogno di partire, di andare lontano. Lontano da un matrimonio che si sta consumando come una candela accesa che gocciola inesorabilmente cera disgustosamente deforme. Vicino alla verità sulla storia della sua famiglia. La storia di sua madre Esther, e di sua zia Abigail. Sono due sorelle ebree. E al tempo della Germania nazista il re d’Albania, Zog, salvava gli ebrei. Annodando i fili della storia con l’iniziale maiuscola a quelli di vicende personali connotate con delicata e avvolgente empatia, il romanzo di Anilda Ibrahimi testimonia, con accenti lirici che evidenziano l’universalità dei temi e la possibilità di riconoscervisi, il potere della memoria e l’influenza che la consapevolezza delle proprie radici determina in merito a ciò che siamo e saremo.

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...