Libri

“Il giro del miele”

41NlJj0z2aL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Prendeva la sua Panda, la mattina molto presto, e andava, lentissimo e un poco contromano, a funghi intorno al paese: vedevi quando te li portava che era stato lí vicino, perché erano neri di querceto, o di castagneto sporco, con il gambo lungo e il bianco dei fili d’erba sulla testa. Te li portava stesi bene in una cesta, in un letto di felci. Non poteva piú andare sui greppi e nei fossi dove saliva con Davide bambino per pescare. Non andava oltre i confini comunali. Guidava male anche perché faticava a stringere il volante. La Giuliana lo lasciava andare, ma era in apprensione. Perciò, mentre faceva il giro della posta, passava anche dai luoghi dove immaginava che a una cert’ora, se tutto era tranquillo, avrebbe potuto trovare parcheggiata la macchina di suo padre, luoghi che in tutto erano cinque: i Querceti, lo stradello di Pignone, Sassatella, il castagneto alle Caselle, e un posto sopra il fiume – in quel caso, Uliano lasciava la macchina appena dopo il ponte, giusto per nasconderla alla strada, di modo che nessun rivale indovinasse.

Il giro del miele, Sandro Campani, Einaudi. Davide è nato e cresciuto in un piccolo borgo dell’Appennino. Lavora, consegna il miele a domicilio. È innamorato, ma la sorte non gli sorride: perde ogni cosa a cui tiene, e l’unico abbraccio che sembra dargli un po’ di conforto è quello dell’alcol, che si trasforma in una Pandora curiosa che fa uscire dal suo animo quel male e quella violenza, rivolta in primo luogo, naturalmente, in fondo verso sé medesimo, che Davide non è abituato nemmeno a gestire, controllare o reprimere, non sapendo neppure di esserne in possesso. C’è in verità però un altro abbraccio che si propone di riscaldare il cuore avvizzito di Davide, c’è una mano tesa verso di lui: quella di Giampiero, che proprio di mani buone ormai ne ha una sola, visto che l’altra è rimasta offesa in un incidente sul lavoro. Non è più giovane, è stato l’aiutante del padre di Davide, faceva il falegname, è sposato con Ida, buona, forte, amatissima. Non hanno figli. Dove riversare dunque tutto quell’amore talmente profondo da non riuscire a trovare uno sbocco per gridare, se non su Davide? Non c’è un dettaglio che non sia meno che perfetto, cesellato, dipinto vivissimamente in questo romanzo che ha personaggi di rara bellezza: emozionante e dirompente, si legge in un baleno, è da non perdere.

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