Libri

La nascita di un libro

COPERTINA-APOLOGIA-DEL-DUELLOAbbiamo chiesto ad Alex Pietrogiacomi, giornalista, scrittore e molto altro ancora, di raccontarci della sua curatela di Apologia del duello: ecco cosa ci ha risposto. Grazie di vero cuore, Alex!

Raccontare come nasce un libro non è mai facile.
Non lo è se si è scrittori di quel libro, figuriamoci curatori.
In questo caso, il mio caso, si potrebbe parlare di quanto sia importante questo libro per il panorama editoriale italiano, di come i miei studi appassionati mi abbiano portato alla curatela del testo, di quanta fatica e scouting sono confluite nella pubblicazione…

E invece no! C’è stata passione, qualche fortunata coincidenza e tanti legami stretti a un certo punto.

Tutto è cominciato all’incirca nel 2011/12, in Calabria dove durante le vacanze estive mi viene presentato un editore francese con cui stringo amicizia e cominciamo delle conversazioni su libri, titoli e rispettivi interessi. Ero “fresco” della curatela del “Trattato della vita Elegante” di Balzac per i ragazzi di Piano B Edizioni e discutendo di questa piccola perla preziosa riportata alla luce, vidi il mio interlocutore illuminarsi.

– Ho un libro interessantissimo su questo tema! È di Marcel Boulenger! – mi disse felice.

E mi parlò di questo pamphlet, di questo autore e dell’edizione che pubblicò in Francia.
Restammo che mi sarebbe piaciuto leggere quel libro e magari proporlo in Italia… era estate… ce ne saremmo ricordati?

Sì, perché a Ottobre ricevevo dopo varie mail, le copie del libro e iniziavo la lettura.

Mi piaceva e parecchio, aveva quel giusto tono sarcastico e provocatore, era attuale nella sua dimensione vintage, nei suoi canoni, nella sua apologia.

Proposi il testo a tre editori dell’editoria indipendente. I problemi erano la lunghezza, la traduzione (da un francese non proprio moderno) e il “come venderlo”.

Vedevo chiaramente il potenziale di questo titolo, il suo valore… ma stranamente l’investimento che richiedeva sembrava essere eccessivo rispetto all’operazione letteraria.

Rimasi dormiente per un po’, ci tornavo sopra, ne riaprivo le pagine, pensavo a come costruirlo.

L’anno scorso durante una serata francese con Massimiliano Mocchia di Coggiola (mio complice per il TRATTATO e io suo per IL GAGÀ), Orlando Donafrancesco e altri amici ne parlai con Simona Malesci Turchet. Come avevo fatto a non chiederglielo subito? Perché non lo avevo proposto subito a lei?
Oltre un decennio di vita parigina, appassionata della toponomastica della città, delle sue storie, delle sue vite… lei così armonizzata con le mie visioni di pubblicazione del testo e delle possibilità interculturali… fortuna gliene parlai subito.

Come presupponevo i suoi occhi si infiammarono e accettò.
Così cominciava l’opera di traduzione ed editing del testo. Abbiamo parlato tantissimo del libro, è stata una perfetta partner in crime per questo lavoro: i confronti che avevamo non erano soltanto legati alla trasposizione italiana, ma anche alla realizzazione del corpo letterario, alle evocazioni che questo offriva, passando anche per contenuti diversi (come la Mensur) che poteva entrare nel discorso.
Dopo una traduzione pressoché immediata e una primissima revisione, dovevo decidere che fare di questo titolo.

Tornare alla carica sulle case editrici? Scelsi per qualcosa di nuovo, di diverso. Scelsi Alfredo de Giglio e il progetto Stilemaschile (www.stilemaschile.it), un’associazione culturale, un progetto editoriale on e off line che sartorialmente pubblica libri, crea eventi e offre il giusto valore a idee di questo genere.

Alfredo fu subito entusiasta della proposta e quindi mi trovavo a proporgli un apparato iconografico e metatestuale su cui potessimo lavorare.
All’opera con il grafico ha elaborato la cover dando forma al progetto editoriale, coinvolgendo anche il bravissimo Ivano Comi e pubblicando il testo insieme agli altri libri di Stilemaschile.

Il libro è nato. Da pochi giorni. E questa è la sua storia.
Un testo che ci riporta a un periodo del coraggio oramai perduto, a una visione del rispetto di sé e delle proprie parole e azioni lontano anni luce dallo spirito moderno in cui vivamo. C’è nostalgia? No. C’è forse amarezza in qualche modo, alla fine della lettura. Dovuta allo specchiarsi osservando ciò che non abbiamo più a disposizione; che abbiamo perduto o che abbiamo permesso di sottrarci.

APOLOGIA DEL DUELLO è un atto di sfida contro le convezioni sociali di un’umanità in forte crisi emotiva, esistenziale, culturale, intellettuale che grazie a questi fattori che vi ho brevemente elencato arriva – per la prima volta in Italia – nelle vostre mani, pronto a fornire spunti e sorrisi.

Come nasce un libro? Dalla fortuna e dalla voglia di sfidare le regole convenzionali.

Buone letture.

 

 

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