Cinema

Premio Fiesole ai maestri del cinema 2017

vittorio storaro.jpgPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Mercoledì 26 luglio

Teatro Romano di Fiesole, via Portigiani 1

Ore 18.30

Incontro con Vittorio Storaro

Interverranno giornalisti, critici, rappresentanti delle istituzioni, amici, colleghi e collaboratori del cinematographer romano.

Nell’occasione sarà presentato il volume monografico “La cinematografia di Vittorio Storaro”, a cura di Giovanni Maria Rossi e Marco Vanelli, con i contributi del Sncci, per Edizioni ETS di Pisa.

Ore 21.30

Cerimonia di premiazione

A seguire proiezione di “Apocalypse Now” di Francis Ford Coppola (USA, 1979)

Kurtz, colonnello dell’esercito statunitense in Vietnam è uscito dai ranghi, ha sconfinato in Cambogia con i suoi uomini e ha costituito una sorta di impero personale dove combatte una sua feroce guerra privata. Al capitano Willard è affidata la missione di raggiungere Kurtz nel suo territorio e di eliminarlo. Sarà un viaggio terribile, punteggiato di insidie e, ancor più, avvelenato da molteplici orrori. Coppola traspone “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad nell’intricato, immondo verminaio della guerra del Vietnam, realizzando un formidabile film bellico che è, anche e soprattutto, un percorso sconvolgente nei torbidi abissi della coscienza umana. Palma d’oro al Festival di Cannes. Oscar per la fotografia a Vittorio Storaro.

IL CINEMA DI VITTORIO STORARO

APRITI CINEMA / PIAZZALE DEGLI UFFIZI

Domenica 2 luglio ore 22.00

“Addio fratello crudele” di Giuseppe Patroni Griffi (Italia, 1971, 110 min.)

Nella Mantova rinascimentale, i fratelli Annabella e Giovanni coltivano segretamente un amore incestuoso. Quando Annabella resta incinta del fratello decide di sposare il meno sgradito fra i suoi molti pretendenti, il nobile Soranzo, ma nel momento in cui questi scopre che la ragazza, che tanto a lungo gli si era negata, non solo non è vergine, ma addirittura incinta, invita la sua famiglia ad un banchetto per vendicarsi dell’onta subita. Tratto dalla tragedia elisabettiana “Peccato che sia una sgualdrina” di John Ford, nella Mantova del 500 i fratelli Annabella e Giovanni coltivano segretamente un amore incestuoso. All’epoca fece scandalo. Luce e controluce rinascimentale, il buio dell’anima e i colori della natura. Scenografie Mario Ceroli, costumi Gabriella Pescucci.

Domenica 9 luglio ore 22.00

“Il conformista” di Bernardo Bertolucci (Italia, Francia, Rft 1970, 110 min.)

Nel 1938 a Parigi Marcello Clerici si perde nei propri ricordi. E’ un giovane professore di filosofia, la cui esistenza è stata segnata da un episodio drammatico: crede infatti di aver ucciso, da ragazzo, Lino Seminara, un autista che ha tentato di avere con lui dei rapporti sessuali. In seguito, vivrà nella costante ricerca di qualcosa che lo riscatti dal rimorso che l’opprime. Quando il fascismo prende il potere, Clerici, inseguendo il proprio desiderio di normalità, si butta fra le braccia del regime: una scelta che gli consente di inserirsi in una società che ha nell’ordine e nella disciplina i propri emblemi ed in cui il male e la violenza sono ormai divenuti diffusi modelli di comportamento. Dal romanzo di Moravia, Bertolucci estrae un film dalla complessa struttura narrativa (un flashback che fa da muro portante al cui interno si aprono piccoli flashback secondari) che (s)confina col sogno e la psicanalisi. Tragitto sofferto di ribellismo politico e esistenziale di raffinata eleganza figurativa. Tonalità dominante l’azzurro.

Domenica 16 luglio ore 22.00

“Un sogno lungo un giorno” di Francis Ford Coppola (USA, 1982, 100 min.)

Hank, uno sfasciacarrozze, e Frannie, impiegata in una agenzia di viaggio, vivono insieme da quattro anni. A Las Vegas, la momentanea rottura del rapporto fra i due – il 4 luglio, giorno dell’indipendenza americana – porta Hank ad incontrare Leila, fantasista di circo, e Frannie a conoscere Ray, cantante e cameriere occasionale. Ma la giornata termina con il ritorno di Frannie nelle braccia di Hank. Una normale storia d’amore, tradimenti e ricongiungimenti, in una Las Vegas surreale ricostruita in studio. Coppola si muove “elettronicamente” tra classicismo e sperimentalismo, finzione e realtà. Immersione totalizzante nello spettro cromatico che si nutre di tutti i colori che lo compongono. Canzoni di Tom Waits. Clamoroso flop al botteghino.

IL CINEMA DI VITTORIO STORARO

ARENA DI MARTE

Giovedì 3 agosto ore 21.30

“Giordano Bruno” di Giuliano Montaldo (Italia, Francia, 1973, 120 min.)

Il film racconta gli ultimi anni della vita del filosofo nolano Giordano Bruno, dal 1592 fino all’uccisione nel 1600. Inizia a Venezia con una processione commemorativa della battaglia di Lepanto da cui Giordano Bruno prenderà spunto per condannare l’uso della violenza da parte della religione. Giovanni Mocenigo, che lo ospita per imparare da lui i segreti della memoria e della magia, è spaventato da questo personaggio spregiudicato e, anche per non incorrere in problemi con l’Inquisizione veneziana lo denuncia. Rivestito l’abito domenicano, Giordano Bruno affronta gli interrogatori e nonostante l’opposizione del Patriarca di Venezia Lorenzo Priuli è trasferito a Roma. Nonostante le prese di posizione di Clemente VIII e del cardinale Bellarmino con il quale ha un lungo colloquio, Giordano Bruno viene torturato e il 17 febbraio 1600 messo al rogo in Campo de’ Fiori. Protagonista un istrionico Gian Maria Volonté. Splendida fotografia di Vittorio Storaro. Musiche di Ennio Morricone.

Giovedì 10 agosto ore 21.30

“Dick Tracy” di Warren Beatty (USA, 1990, 105 min.)

Il detective Dick Tracy affronta Big Boy Caprice, che si è impossessato di un enorme giro di affari loschi. Insidie a non finire, personaggi che fanno il doppio gioco, pochi fedelissimi del protagonista a combattere con lui la guerra santa della legge. Esemplare trasposizione cinematografica dell’iconografia delle “stripes” di Chester Gould, un gioco di mascheramenti gustosissimo, uno spettacolo elegante per un divertimento di gran classe. Warren Beatty guida un gruppo di colleghi che collaborano con divertita professionalità (straordinaria la serie dei caratteristi, da Charles Durning a Dick Van Dyke, da Kathy Bates a James Caan, Paul Sorvino, Henry Silva). E’, specialmente a livello figurativo, il più originale e creativo film che sia masi stato tratto da una storia a fumetti. Tre Oscar: miglior direzione artistica, canzone e make-up. La colonna sonora è interpretata da Madonna all’epoca fidanzata di Beatty. Straordinario il contributo visivo di Vittorio Storaro, “autore della fotografia” (così nei titoli) che ha utilizzato solo i colori primari dei fumetti anche se Dick Tracy è sempre stato disegnato in bianco e nero.

Giovedì 17 agosto ore 21.30

“Goya” di Carlos Saura (Italia, Spagna, 1999, 105 min.)

Francisco de Goya (1746-1828) vive in esilio a Bordeaux insieme all’ultima delle sue amanti Leocadia Zorrilla De Weiss. Ha 82 anni e una figlia adolescente di nome Rosario. Stanco e affaticato, Goya rievoca alcuni dei momenti più significativi della propria vita passata attraverso turbolente fasi storiche: sconvolgimenti politici, passioni, invidie si sono avvicendati con alterne fortune mentre si interroga sul senso della propria arte e ripensa al suo unico amore, la duchessa d’Alba. Nel rievocare l’arte, gli amori, le invidie e la passione politica del grande artista aragonese, Saura sceglie un approccio da kolossal onirico visionario, prestando molta attenzione alla pastosità dei colori, delle linee, delle ombre e delle luci. Il risultato è un affresco sontuoso e cupo che valorizza la sua personalità turbolenta ma anche i grandi avvenimenti storici spagnoli. Un film firmato Saura ma soprattutto dall'”autore della fotografia” Vittorio Storaro, che sul rapporto oscurità/luce costruisce una fantastica impalcatura visiva.

 

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