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“Demoni, mostri e prodigi”

download (11).jpegdi Gabriele Ottaviani

A volte, però, i morti, anziché essere scacciati, potevano essere evocati, soprattutto per ricevere profezie sul futuro. A questo compito si applicava una speciale categoria di maghi, i necromanti, appunto quelli che traevano profezie (manteiai) dai morti (nekroi). La necromanzia era pratica antica e diffusissima in tutto il mondo antico: anche la Bibbia, nel Primo Libro di Samuele, ci mostra il re Saul mentre invoca un fantasma per ricevere una profezia. Assai più fosca è invece la vicenda narrata da Erodoto riguardo al tiranno di Corinto Periandro, che decide di consultare la moglie Melissa, da lui stesso uccisa. Periandro è una figura storica di grande rilievo della Grecia arcaica, annoverato addirittura tra i Sette Sapienti. Ma nelle Storie di Erodoto compare come un personaggio, non privo di tratti fiabeschi, che si distingue per una particolare efferatezza. Il tiranno, infatti, non solo avrebbe ucciso la moglie ma si sarebbe anche unito a lei quando era già morta: assassino, dunque, e pure necrofilo. Tuttavia, per farsi svelare dove un suo ospite, morto anche lui nel frattempo, avesse nascosto un tesoretto, Periandro decide comunque di consultare il fantasma della consorte. Messaggeri inviati da Corinto andarono allora in un santuario molto celebre della regione della Tesprozia, nella Grecia occidentale: qui sorgeva uno dei più famosi nekromanteia, che erano appunto i templi dove i greci andavano a evocare i defunti. Melissa, però, si rifiuta di rispondere alla domanda rivoltale dal marito tramite i suoi messaggeri. «Ho freddo e sono nuda» furono le parole della morta. La regina, infatti, era stata cremata sulla pira funebre senza vestiti, e quindi non aveva potuto portarli con lei nell’Aldilà. Inoltre, aggiunse il fantasma, Periandro «aveva messo il pane nel forno freddo». Solo il tiranno poteva comprendere queste parole enigmatiche: il «forno freddo» era infatti il corpo già morto di Melissa che egli aveva violato. Periandro allora convocò tutte le donne di Corinto, ordinando loro che si vestissero con gli abiti più belli, come per andare a una festa. Quando le donne furono radunate in un tempio, ordinò che si svestissero tutte. Le lasciò lì nude e bruciò i loro vestiti come offerte per la moglie morta. Lo spettro di Melissa allora si placò e svelò al marito dov’era nascosto il tesoro.

Demoni, mostri e prodigi – L’irrazionale e il fantastico nel mondo antico, Giorgio Ieranò, Sonzogno. Non sono soltanto gli dei, umani, troppo umani, vittime delle passioni e comunque succubi del fato, contro cui nemmeno loro possono nulla, o gli eroi, che spesso muoiono giovani proprio perché cari alle divinità, e perché è meglio comunque, in quel sistema di valori per cui il riso non ha mai quella connotazione gioiosa che gli attribuiamo noi, ma è anzi sinonimo non di distensione d’animo bensì di scherno, un giorno di gloria che mille nella quiete, i protagonisti dei racconti, che, come le regole retoriche sanciscono, divertendo insegnano e insegnando divertono, della mitologia. Vi sono anche creature fuori norma, emblemi di tutto quell’altrove ancor più imperscrutabile e inconoscibile di quanto già non sia il mondo degli dei di fronte al quale l’uomo si pone delle domande, nella maggior parte dei casi di più che ardua soluzione. L’inspiegabile, lo strano ed estraneo, il diverso: sono in questi i temi dell’esegesi dell’irrazionale che Ieranò porta avanti con stile appassionato e coinvolgente, divulgativo per natura, attraverso storie di sirene, arpie, ciclopi, centauri, satiri, sfingi, demoni, folletti, maghi che caratterizzano in senso diacronico, cambiando forma ma non la sostanza delle istanze che propongono, la formazione culturale dell’occidente e non solo. Da leggere.

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