Libri

“La signora dei pavoni”

immagine_poetarum.pngdi Gabriele Ottaviani

Facciamo tutti la terza elementare, e soffriamo spesso di rimpianto preventivo.

La signora dei pavoni, Giovanna Amato, Empirìa. Introduzione di Biancamaria Frabotta. Tragicomico, scabro, disturbante, non cerca mai l’approvazione o il facile ammiccamento, ma nemmeno la sterile provocazione fatta tanto per fare, per trovare il modo più semplice, corrivo e immediato affinché le parole restino impresse e si staglino nella memoria, fosse anche con fastidio, bene o male purché se ne parli. No, non è questa la connotazione dello stile ricco d’inventiva della giovanissima Amato, al suo esordio narrativo con un’opera di rara leggibilità, organica pur nella frammentarietà costitutiva, che travolge in un attimo e avviluppa come un rampicante pertinace l’attenzione del lettore: la sua cifra, piuttosto, è quella caratteristica di chi sa parlare direttamente al suo interlocutore anche quando si riferisce, ma sembra più parvenza che sostanza, ad altro, parlando di argomenti diversi. Siamo noi, tutti, coinvolti nel racconto agro, che in mutevoli forme ma con universale solidità e credibilità si dipana per sette racconti e tre fiabe, della fragilità della condizione umana, continuamente in bilico fra essere, dover essere e voler essere, nel contesto di un mondo sempre più materiale, vacuo e spersonalizzante.

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