Libri

“Un’estate da ragazzi”

51hmZ0uOVyL.jpgdi Gabriele Ottaviani

«È meglio se brucia tutto», disse Todd. «Altrimenti rischia di spegnersi.» Lanciò il fazzoletto nella stanza con un gesto rapido del polso. Osservandolo cadere a terra, Todd si chiese se la sua idea avrebbe funzionato. Magari il fazzoletto non avrebbe raggiunto la benzina sulla moquette, oppure avrebbe fatto un buco e nient’altro. Ma d’un tratto l’aria stessa parve accendersi, prima ancora che il fazzoletto toccasse terra. Il calore invase il corridoio e le fiamme illuminarono la notte. «Porca puttana!» esclamarono Bobby e David contemporaneamente. «Forza!» urlò Adam. «Andiamo!» Replicarono gli stessi gesti nella stanza attigua, e in quella dopo, e in meno di un minuto si ritrovarono in soggiorno. Il fuoco avanzava con un ruggito. Il calore cuoceva l’aria, un’aria nauseabonda che puzzava di benzina, di intonaco e di moquette bruciata. Jonathan e Bobby si rifugiarono nel portico. David stava per uscire. Todd stava preparando l’ultimo fazzoletto, e Adam era in piedi vicino al bancone fra la cucina e il soggiorno, con la torcia puntata. Fu allora che Todd vide gli occhi. C’era qualcun altro nella casa insieme a loro. «Chi è?» Il fascio di luce oscillò. Todd si voltò e vide Adam fissare il ragazzino sconosciuto, con occhi enormi e spaventati. Anche gli altri ragazzi si erano fermati, lo sguardo fisso su di lui. Le fiamme crepitavano, divoravano rapidamente la casa. Todd avvertiva il calore arrivare verso di loro. Non c’era molto tempo. Il ragazzino fece un passo avanti. Disse qualcosa che Todd non riuscì a sentire. «Cosa ci fai qui?» disse Adam. Solo allora Todd capì che si trattava del ragazzino dell’altro giorno, quello che voleva entrare nel loro club.

Un’estate da ragazzi, Richard Cox, Baldini & Castoldi, traduzione di Sonia Folin. Wichita Falls è una città del Texas, attualmente la ventinovesima città dello stato per numero di abitanti, a quindici miglia dal confine con l’Oklahoma. Nel millenovecentosettantanove un tornado la devasta, e un bimbo finisce in coma. Si sveglia quattro anni dopo e per lui il tornado non è ancora finito. Nel senso che tutto il mondo è cambiato, e lui deve farci di nuovo l’abitudine. La verità e la fantasia gli si presentano dinnanzi annodate insieme, e lui non sa come dipanare la matassa. Incontra degli amici, dei ragazzi, diventano inseparabili, finché non arriva da bere l’amaro calice della crescita, che spesso porta con sé insieme alla naturale perdita dell’innocenza anche la consapevolezza terribile del tradimento. Passano altri anni, e il passato presenta il conto… Hitchcock incontra Stand by me: semplicemente un capolavoro assoluto da ogni punto di vista. Straordinario, commovente, monumentale, magnifico.

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