Libri

“Julius Evola e la sua eredità culturale”

download (2).jpegdi Gabriele Ottaviani

Del fascismo Evola salvava davvero poco.

Julius Evola e la sua eredità culturale, AA. VV., Edizioni Mediterranee. Pittore, scrittore, poeta, esoterista, filosofo, interessato all’arte, alla religione, al costume, all’ermetismo, al simbolismo, alla teoria dell’eros, alla politica e alla metapolitica, agli studi sulla razza, di formazione aristocratico-tradizionale, speculatore vario e complesso di cui ancora oggi si parla e che viene citato sovente negli ambienti culturali conservatori, configurandosi del resto come un caso pressoché unico nel panorama culturale italiano da sempre più caratterizzato da compartimenti stagni che non da un’apertura di più ampio respiro, eterodosso e per certi versi contraddittorio per antonomasia, legato al regime di Mussolini e al nazionalsocialismo ma niente affatto a filo doppio, anzi, con un senso critico piuttosto accentuato, ha tenuto corsi di mistica fascista e ha contribuito alla divulgazione delle opere di autori come Bachofen, Guénon, Jünger, Ortega y Gasset, Spengler e Weininger, è passato per l’idealismo sensoriale e l’astrattismo mistico e il suo epistolario vanta corrispondenti come Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Carl Schmitt, Gottfried Benn e Tristan Tzara: tutto questo e molto altro è il barone di origini siciliane, ma nato a Roma, Giulio Cesare Andrea Evola. La pubblicazione di Mediterranee è molto interessante e ben fatta perché l’insieme di saggi ricostruisce un’esegesi approfondita, dettagliata, istruttiva, variegata, divulgativa. Per conoscere, capire, imparare.

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