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“Piccola mappa della nostalgia”

piccola-mappa-della-nostalgia_01.jpgdi Gabriele Ottaviani

L’emozione della prima volta che vedesti le lucciole è rimasta viva e intatta a distanza di decenni. Ti trovavi in campagna d’estate, erano le nove di sera, passeggiavi nei prati insieme al tuo cuginetto preferito.

Piccola mappa della nostalgia, Aldo Dalla Vecchia, Pegasus. L’acetone, l’allenatore, l’arrivo delle rondini, il bagnoschiuma Vidal, col suo leggendario cavallo bianco, il formaggino Mio, Bernacca, la dimostratrice Avon, Grand Hotel, la parrucca della mamma, Protestantesimo, Sorgente di vita, le rosse Rossana, il terremoto del ’76, l’uccellino della radio, i temporali estivi, Aldo Moro, il DDT, i quiz di Mike Bongiorno, l’ovetto Kinder, Sandokan, la spuma, Stefania Rotolo, gli animali di famiglia, Gesù di Nazareth di Zeffirelli… Oggetti, personaggi, immagini: la memoria condivisa di generazioni. Quel lessico familiare e massmediatico, intimo e insieme tanto universale da generare naturalmente immedesimazione, che fa in modo che ci si riconosca come parte di una comunità coesa attraverso le esperienze, private e allo stesso tempo collettive come un soprannome che ci accompagna da sempre: Aldo Dalla Vecchia, autore televisivo e scrittore, qui dà vita a una deliziosa pinacoteca colorata come la veste d’Arlecchino, sessantotto vividissimi ritratti, bozzetti, schizzi, disegni, acquerelli, racconti così significativi e al tempo stesso talvolta tanto brevi da divenire quasi aforismi, da costituire le tessere del mosaico delle emozioni, il Bildungsroman di un tenero passato. In lizza per il premio Comisso.

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