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“Serenissime”

51K0o2vjb7L._SX297_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La donna è fatta per essere madre, non per studiare. Ma se il procuratore di San Marco insiste, sono disposto a modificare il mio parere e a concedere a sua figlia di diventare dottore in filosofia.

Serenissime – Le donne illustri di Venezia dal Medioevo a oggi, Alessandro Marzo Magno, Biblioteca dell’immagine. In lizza per il premio Comisso. Che Venezia sia una città fuori dall’ordinario sotto un gran numero di aspetti è cosa talmente chiara ed evidente che non necessita di essere evidenziata in alcun modo. Ma è interessante come l’autore di questo testo dotto, chiaro, semplice, divulgativo, ricco di dettagli, quasi plutarchesco e vasariano nel suo compendiare vite illustri, ponga l’accento su una caratteristica che di norma sfortunatamente la storia tende a consegnare all’oblio, o di cui parla soltanto come se si trattasse di un aspetto settoriale o marginale. Venezia è però per antonomasia la Serenissima: se ne parla dunque per definizione al femminile. E la vicenda delle donne di Venezia, che a Venezia hanno fatto la storia, è di indubbio interesse: si tratta di figure particolarissime, uniche, originali, lontane e vicine nel tempo, nel corso dei secoli, artiste, studiose, intellettuali. Elena Lucrezia Corner Piscopia è stata la prima laureata al mondo, ma in pochi lo sanno, così come tra Cannaregio e la Giudecca si muoveva la prima direttrice di giornale in Italia, Elisabetta Caminer. Margherita Sarfatti è stata un’illustre storica dell’arte, anche se più che altro viene ricordata per il suo legame a filo doppio con Benito Mussolini, Marietta Barovier era una vetraia che ha portato la lavorazione del materiale per cui la città lagunare è più nota nel mondo a raggiungere vette altissime, il nome d’arte di Roberta Di Camerino è divenuto un marchio di assoluto prestigio nella moda a livello mondiale, e anche se molti la conoscono come colei che esplose tra il palco e la pista di un celebre locale romano, sito in Via Tagliamento, la ragazza del Piper, Nicola, ma tutti la chiamano Nicoletta, Strambelli, per il mondo Patty Pravo, è tra calli e sottoporteghi che è cresciuta. Queste e ancora sono le serenissime, che conducono per mano il lettore in un viaggio pieno di fascino.

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