Libri

“Padania”

download (4).jpegdi Gabriele Ottaviani

  • Costruiamo un progetto artistico assieme?
  • Sì, certo!
  • Collaboriamo fondando l’associazione?
  • Sì, sicuro!
  • Organizziamo un evento di gruppo?
  • Sì, deciso!
  • Mi dedichi un pezzo sul giornale?
  • Sì, ovvio!
  • Mi presenti il direttore?
  • Sì, domani!
  • Mi assicuri l’appuntamento dall’onorevole?
  • Sì, come fatto!
  • Mi fai fare il bonifico?
  • Sì, assolutamente!

Padania – Vita e morte nel Nord Italia, Massimiliano Santarossa, Biblioteca dell’immagine. Quanta ipocrisia, quanto squallore, quanta desolazione, finanche, se non soprattutto, in mezzo all’opulenza. Ma quella più ostentata, gretta, proterva, quella che si fonda sul vuoto e rende vuoto e mercificato tutto ciò che tocca, sporcandolo, trasformandolo non in oro, ma in melma, violentando il paesaggio con fabbriche, grattacieli, strade su cui lanciare automobili di grossa cilindrata per sfogare la propria sete inesauribile di dominazione e mastodontici e onanistici monumenti alla propria vanagloriosa superbia, in una guerra tra poveri materialmente ricchi che per dare un senso alla propria vita non hanno molto altro a disposizione che non sia organizzare in lussuose ville cariche di antichi affreschi rituali orgiastici i cui protagonisti sono uomini inutili e donne plastificate che godono solo, ammesso che si possa parlare di autentici orgasmi, nell’essere penetrate da almeno tre uomini in contemporanea, e masturbandone nello stesso momento altri due. Sesso, droga, alcol, violenza, arrivismo, ogni genere di abuso: c’è tutto questo e molto altro in questo romanzo potente, destabilizzante, che fotografa una realtà meschina e orgogliosa di esserlo, drammaticamente plausibile, senza infingimenti né compiacimenti, incuneandosi nei meandri più perversi di un matrimonio allo sbando, di un paesaggio che, da Torino a Trieste, da Novara alla foce del Po, è sempre diverso eppure appare livellato da un malcostume comune, che si è fatto endemico, sangue nelle vene. Di Max, scrittore quarantenne fiero della sua Alfa Romeo, di Anna, sua moglie, di tutti. In lizza per il premio Comisso.

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