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“La vocazione di perdersi”

download (3)di Gabriele Ottaviani

In mare aperto, in mancanza di bussole tecnologiche, non si tiene la rotta grazie a riferimenti fissi ma mobili: le correnti, i venti, gli astri. Se l’acqua è congelata, come qui, resta solo il cielo. Eppure, o perciò, le superfici lucenti e ancora più vaste che si intravedono al di là di basse isole coperte di pini silvestri lanciano un lontano richiamo: la meraviglia di poter scivolare per giorni su una distesa d’acqua senza barca, in piedi, là dove d’estate si sarebbe in mezzo alle onde; di approdare su isole deserte, liberi di riprendere il largo per mezzo dei propri passi; di vedere spazi aperti alternarsi a piccoli arcipelaghi in ogni direzione, immaginando una rotta che prosegue sulla fiducia giorno dopo giorno; tutto si fa motivazione pura, e desiderio. La disposizione delle isole si rivela poco utile all’orientamento: appaiono come sottili rilievi scuri sparsi per l’orizzonte, sovrapposti tra loro, a distanze non quantificabili. È il sole a guidarci, solitario e costante: dipendiamo quasi del tutto da lui.

La vocazione di perdersi – Piccolo saggio su come le vie trovano i viandanti, Franco Michieli, Ediciclo. In effetti non c’è modo migliore per imparare una nuova strada, che, con buona pace dell’antico adagio che invita alla prudenza, se di certo è ignota proprio in quanto nuova può essere senza dubbio anche migliore della precedente. Perdersi, in fondo, non è altro che il rovescio della medaglia del cercare, del cercarsi, del trovarsi e del ritrovarsi. La natura, cui noi apparteniamo, ci offre questa opportunità, e ci fa sentire piccoli di fronte al suo infinito come in un quadro di Caspar David Friedrich, ci definisce e ridimensiona, invitandoci alla riflessione. Così come fa Franco Michieli, che è un esploratore, una guida, un giornalista, uno scrittore e soprattutto un geografo. Oggi che nelle scuole non si parla nemmeno più di geografia ma di geostoria e che l’unica cosa importante sembra seguire le indicazioni della voce metallica del navigatore satellitare, la sua voce asciutta che fa immergere nel mondo circostante di cui spesso non ci accorgiamo più deve essere ascoltata.

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