Cinema

“Heroine”

unnameddi Gabriele Ottaviani

Heroine. Al Marché du Film del festival di Cannes di quest’anno. Cinque donne, cinque storie, cinque diverse professioni, cinque registe, un mosaico variegato, attento, accurato, intelligente, coinvolgente, profondo, intenso, il racconto armonioso e ben amalgamato, del tutto privo di luoghi comuni e retorica, senza enfasi, della condizione femminile nello stato di Israele oggi, nel ventunesimo secolo. Quando può succedere che per sopravvivere, benché tu abbia un’istruzione universitaria più che di livello, debba essere costretta a spogliarti a pagamento. Quando capita che durante il tuo turno di lavoro in ospedale ci siano cose che ti addolorano più di altre, perché vedi vite in pericolo, fragili, e ti interroghi sul senso di molte cose. Quando devi occuparti di un bambino e tra un gioco e l’altro lo prepari al mondo. Quando vuoi essere libera di essere quello che sei, ma non è così facile. Quando sei in guerra, ma speri nella pace. The officer, the babysitter, the nurse, the stripper, the director: da vedere.

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