Libri

“Scuola di felicità”

scuola-di-felicita_01.jpgdi Gabriele Ottaviani

C’è più ordine del solito. Troppo ordine. E quando c’è troppo ordine, si possono solo prevedere disordini.

Scuola di felicità, Gian Mario Villalta, Mondadori. Il Pil è il prodotto interno lordo, un indicatore economico fondamentale per calcolare il grado di benessere di una nazione. La nuova dirigente scolastica dell’istituto in cui il protagonista di questo romanzo in corsa per il premio Comisso di quest’anno lavora ha invece come scopo fondamentale incrementare la Fil, ovverosia la Felicità interna lorda. Insomma, a scuola si deve andare con gioia. La scuola deve accrescere la serenità, deve garantire un futuro radioso e un presente da ricordare con tenerezza e indulgenza quando sarà passato. belle parole. Bellissime. È vero. dovrebbe proprio essere così. Perché la scuola non dovrebbe dare solo nozioni. Deve impartire insegnamenti. Formare i cittadini del domani. E se è un obbligo per gli studenti andarci e per i genitori farceli andare, è un obbligo anche per gli insegnanti fare in modo che tutti arrivino a dare il meglio di sé, per non sprecare quel talento – ognuno ne ha uno, tocca solo vedere quale – che farà in modo che la vita possa essere un meraviglioso dono per sé e per gli altri. Poi certo entri in classe, ti ritrovi con l’inquietante panorama, al di là della cattedra, di una masnada di sciamannati vestiti in maniera più o meno improbabile, tutti presi solo dal telefono, dalla noia delle lezioni (in effetti sovente tenute da gente non solo impreparata, ma che pare essere in cattedra per caso, perché non è riuscita a trovare altro di meglio), dagli ormoni impazziti, dalle loro tenere e dolorosissime fragilità che tu non hai strumenti per gestire e ti passa la voglia. Tanto tutti pensano che il tuo lavoro in fondo non serva a nulla… Il nostro protagonista è un vedovo cinquantenne disilluso e solitario. La sua scuola è divisa in due fazioni, pro e contro la preside. Nell’istituto iniziano a succedere fatti strani. E poi… Il lavoro dell’insegnante è stupendo perché più di quel che dai è quello che ricevi, che impari: si cresce insieme, e non si smette mai. Il romanzo di Villalta è brillante, entusiasmante, credibile, commovente.

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