Libri

“Quello che l’acqua nasconde”

510v2omlERL._SY346_di Gabriele Ottaviani

Se ci avessero beccati saremmo finiti sui giornali.

Quello che l’acqua nasconde, Alessandro Perissinotto, Piemme. Sono tanti anni che se ne è andato. Ha lasciato Torino da più di tre decenni. E all’estero, come più che sovente accade a chi ha una mente brillante ma non ha santi in paradiso in un paese che adora riempirsi la bocca con la parola meritocrazia e il portafogli con il lemma ruberia, ha fatto fortuna. Ha dimostrato, o meglio ha potuto dimostrare, il suo talento, il suo impegno, il suo valore, il suo ingegno, le sue capacità. La sua fama lo precede, percorre tutto il globo. È la speranza dei bambini malati. È un genetista straordinario, il Nobel è a un passo. Tutti si fidano di lui. Tutti tranne uno. Il vecchio. Un mitomane, verrebbe da dire: chi mai potrebbe dubitare di Edoardo Rubessi? Già, chi mai? La moglie, per esempio: che conosce quello sguardo… I lager sono stati scoperti alla fine della seconda guerra mondiale, ma il passato non si cancella: anzi, più si cerca di tenergli la testa sott’acqua al fine di soffocarne la voce, più quello, pertinace, la rialza, spalanca la bocca e grida. Un romanzo potente e straziante che indaga con perizia i meandri più atri della natura umana.

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