Libri

“Il demone meridiano”

download (2).jpgdi Gabriele Ottaviani

Gaia si alzò da terra, abbassò la luce della lampada e aprì la finestra per far entrare la nebbia fredda. Lontano, oltre la curva della strada e il fosso, oltre la fila ordinata di faggi sul limite del granoturco, le lucine gialle dei morti scintillavano basse sulla campagna, ma da lì non vedeva che le poche incorniciate dall’alto cancello del cimitero; le altre, e una, le sapeva senza vederle. «Altro?» chiese con svogliatezza. «Deuteronomio: “Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti”. Una pastorale francese di metà Ottocento non ammette dubbi: i morti non rispondono alle invocazioni, sono i demoni a farlo, si vestono con l’aspetto dei defunti, ne imitano la voce, e usano questo travestimento per scivolare nella vita delle persone, avvincerle a sé, indurle nell’errore, per questo fanno muovere il legno e il vetro, per questo mettono in bocca il futuro al veggente e il passato alla media. Senti: “Come in passato, si comanda al legno, e il legno obbedisce; lo si interroga, ed esso risponde in tutte le lingue e a tutte le domande”.

Il demone meridiano, Andrea Morstabilini, Il saggiatore. Paolo Gorini è un celebre scienziato del diciannovesimo secolo, nato a Pavia nel milleottocentotredici e morto a Lodi, dove operò per la maggior parte del tempo, sessantotto anni dopo. Inventò e sperimentò, da buon matematico e scienziato, un procedimento, mai rivelato, basato su formule da alchimista ignote a chi non fosse iniziato a quella disciplina, che lo rese particolarmente celebre come preparatore di cadaveri e parti anatomiche: e in un museo che porta il suo nome scompaiono d’un tratto proprio delle mummie. Si pone dunque la necessità di indagare, ma un rompicapo del genere non si può risolvere se non ricorrendo all’irrazionale… Tutto è potenzialmente demoniaco nel mondo che ci circonda: persino la letteratura. Anzi, forse soprattutto: perché ha la forza di soggiogare e destabilizzare. Il primo, iconico, potente, astuto romanzo di Morstabilini, all’esordio (magari fossero tutti di questa levatura…), esalta il fantastico e il perturbante che appartengono al reale e racconta con stile allegorico e insieme lieve, tortuoso ma non dispersivo, la natura umana.

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